venerdì 21 luglio 2017

La censura è indispensabile per evitare il dissenso

La censura imposta da Fiano e compagni su ogni pensiero riconducibile al fascismo non è una operazione fine a se stessa. Ma rientra nell'ambito generale nel l'eliminazione di ogni forma di dissenso che rischi di trasformarsi in rifiuto della società imposta e del pensiero unico obbligatorio (Puo). Per questo si utilizzano i chierici della disinformazione di regime, giornalisti e pseudo intellettuali al servizio del nuovo regime planetario. Si impoveriscono le lingue locali e nazionali, accusate di passatismo, e si predica l'utilizzo dell'inglese di base come unica forma di comunicazione. La lingua è espressione di un pensiero e impoverire la lingua, o cancellarla del tutto, significa cancellare ogni radice, ogni eventuale pensiero eterodosso. Ma i chierici della disinformazione vanno oltre. Modificano il linguaggio per trasformare la percezione della realtà. Gli allogeni invasori diventano prima migranti e poi profughi. Gli zingari si trasformano in nomadi anche se sono stanziali da generazioni. I bombardamenti contro le popolazioni civili sono operazioni di pace. Vietato contraddire queste definizioni se si vuole evitare l'accusa di fascismo, di populismo, di complottismo.  Il Puo riesce inoltre a contare sul sostegno dei potenziali dissidenti che vengono utilizzati gli uni contro gli altri. Vuoi difendere la tua lingua e le tue radici? Puoi farlo, momentaneamente, se accetti di schierarti contro chi si batte per evitare l'invasione. Tu sostieni l'accoglienza senza limiti e il potere ti lascia cantare canzoni nella tua lingua. E appena saranno sconfitti i sovranisti, tu dovrai rinunciare alla tua lingua per non infastidire i profughi che avranno occupato il tuo paese. Un passo per volta, per bollirti senza che tu te ne accorga. In nome del buonismo, della lotta al nazifascismo e al duca di Mantova, della difesa contro i Visigoti e gli Unni, della guerra contro i Vichinghi ed i Saraceni. No, contro i Saraceni no, meglio accoglierli. Esiste ancora una opposizione contro il Puo? Esiste a livello individuale e di piccoli gruppi. Non a livello politico. La sinistra è organica e si reinventa l'Anpi per combattere ogni dissenso. E la destra è complice perché interessata solo alle poltrone. Si allea con il bollito di Arcore e con i suoi transfughi senza neppure trattare su spazi televisivi, radiofonici e sulla carta stampata. Meglio trattare sulle poltrone e sugli strapuntini. Per poi continuare a seguire le indicazioni del Puo. Evitando ogni forma di informazione e comunicazione che possa infastidire il sistema. Così dopo aver protestato per i danni provocati da Zanetti e dai suoi sodali montiani, il centro destra si ritroverà ad applaudire lo stesso Zanetti folgorato sulla strada di Arcore. Fianco a fianco con Lupi che continua a magnificare i risultati ottenuti dal governo del bugiardissimo e da Gentiloni, pur essendo pronto a farsi votare dal centro destra al prossimo giro.

giovedì 20 luglio 2017

I populisti crescono ancora e spaventano Fiano

Il povero Fiano, diventato famoso grazie alla sua furia iconoclasta, non è il solo alle prese con il terrore per ogni forma di dissenso. Uno studio europeo rileva che i populisti sono ormai la terza forza politica del Vecchio Continente e continuano a crescere nonostante le sconfitte in Francia e Olanda. Come tutti gli studi di questo tipo, l'approssimazione e' totale e la confusione pure. Nel calderone populista finiscono movimenti che si collocano a destra, a sinistra o non si sa dove. E su questo giocano i Fiano di turno, utilizzando giornali e tv di servizio per criminalizzare il dissenso e organizzando la protesta dei contestatori di comodo contro chi ha realmente un pensiero non conforme. Tuttavia non basta, il disgusto generale cresce. Le continue discriminazioni nei confronti delle popolazioni locali e a favore dei nuovi schiavi creano tensioni. Una grande risorsa accoltella un poliziotto e viene immediatamente rimessa in libertà; una addetta al controllore dei biglietti su un treno della Sardegna viene aggredita da un gruppo di grandi risorse e nessuno interviene; un altro controllore subisce la stessa sorte in Lombardia e il risultato è lo stesso; a Torino una trentina di spacciatori, tutti grandi risorse impegnate a pagarci la pensione, vengono bloccati dai carabinieri e il giorno dopo il lavoro di spaccio riprende regolarmente. È il mercato, bellezza. Sarà il mercato, sarà che ce lo chiede l'Europa, ma il disgusto dei sudditi vessati cresce. L'Italia ha il record europeo di giovani che non studiano e non lavorano, ma i percorsi di inserimento si organizzano per i nuovi arrivati. Aumenta il numero di italiani che non possono permettersi le vacanze, ma gli alberghi sono occupati dalle grandi opportunità mantenute dagli italiani compresi quelli che un hotel se lo sognano. Non va bene. Eppure il Pd e la sinistra alla Pisapia insistono a penalizzare gli italiani più deboli. Giocando sulle scelte assurde di un centro destra che, grazie al bollito di Arcore, è ora pronto ad imbarcare persino l'imbarazzante Zanetti, ex Sciolta Civica. Uno che gareggia con Alfano per la palma del peggiore e del più odiato. Ma ad Arcore sono pronti ad accogliere anche lui. E poi magari anche Portas. Per dimostrare che il tutto, in questo caso, e' inferiore alla somma delle parti.

mercoledì 19 luglio 2017

Il bollito di Arcore ora scommette su Tosi

Il bollito di Arcore è scatenato. E dopo aver spalancato le braccia per riaccogliere il ministro Costa, pronto a dimettersi in autunno dopo aver fatto parte dell'attuale governo in quota Alfano, il sultano di tutti i Dudu del mondo ha finalmente trovato il candidato perfetto. Non Draghi o Marchionne, lanciati e poi dimenticati, ma addirittura Tosi. Sì, l'ex sindaco di Verona, ex leghista, ex alleato di Parisi, attuale sostenitore di Gentiloni e del bugiardissimo. La squallida ammucchiata del bollito prende forma in vista delle elezioni politiche. Non un'idea, ma una squadra Arlecchino, con riciclati e scarti di partiti e movimenti vari. L'ideale per convincere gli elettori, per motivare gli astensionisti. Chi non sarebbe entusiasta di farsi governare da una banderuola come Tosi? Uno che ha piazzato la propria fidanzata come candidato sindaco di Verona e ne è uscito sconfitto? Uno che è passato dal sostegno di Cpi a quello del Pd? In realtà un personaggio di questa coerenza è perfetto per il bollito di Arcore. Ma Berlu non si ferma e cerca di creare problemi in casa Lega, facendo trapelare l'idea di una candidatura di Maroni come futuro presidente del consiglio. D'altronde Maroni è abituato a convivere con i centristi e soprattutto con Comunione e Liberazione e con la Compagnia delle Opere. Gli affari sono affari e la politica si adegua. Quello che è meno chiaro è il perché gli italiani dovrebbero votare per questa gente. Credibilità zero. Davvero qualcuno vorrebbe ritrovarsi la Brambilla come ministro? Con Dudu sottosegretario e Pascale a guidare le danze? O qualcuno rivorrebbe la Gelmini a guidare le politiche scolastiche con il suo tunnel tra Svizzera e Gran Sasso? Certo, l'ignoranza del ministro Fedeli non teme confronti, ma non è possibile doversi limitare a scegliere il meno peggio. Tra l'altro il bollito di Arcore dimostra un totale disprezzo nei confronti dei potenziali alleati, e non si tratta certo di un grande segnale. Ma è anche vero che i potenziali alleati non brillano per capacità. È possibile affidare il governo dell'Italia a chi non è neppure in grado di risolvere i problemi della propria fondazione politica che controlla le risorse economiche? Ma non bisogna disperare. Nella peggiore delle ipotesi il bollito di Arcore lancerà la candidatura di Luca Cordero di Montezemolo, lui sì che è un uomo vincente. Basta chiedere in Alitalia, in Frau, in Cinzano o all'organizzazione di Italia 90

martedì 18 luglio 2017

Il Rinascimento Italiano non passa da Alfano

L'improponibile Alfano si ripropone al centro destra. Nonostante i disastri combinati prima come ministro degli Interni e poi agli Esteri, il pessimo Alfano è pronto a farsi riabbracciare dal bollito di Arcore. Non importa che gli altri partiti del centro destra siano contro lo Ius Soli e Alfano sia favorevole. Non importa che gli altri siano quelli che hanno bocciato il referendum di dicembre e Alfano fosse uno strenuo difensore della portata voluta dal bugiardissimo. Il bollito di Arcore è pronto a riaccogliere tutti pur di superare i voti della Lega. Non importano i programmi, la coerenza, la sintonia con gli italiani. Conta solo l'ammucchiata per battere Salvini. Con il rischio di rovinare il momento favorevole, dovuto esclusivamente al fallimento del centro sinistra e non al fascino del centro destra. Quale differenza dovrebbero notare i cittadini tra un governo del bugiardissimo o di Gentiloni con un ministero affidato ad Alfano ed un governo di centro destra con un ministero affidato sempre ad Alfano? Ma per Berlu non ci sono cittadini, solo sudditi, proprio come per il bugiardissimo o per Gentiloni. D'altronde l'attuale presidente del consiglio ha dovuto far marcia indietro sullo Ius Soli ma ribadendo che se ne riparlerà in autunno. Perché gli italiani sono contrari e vanno rieducati dal governo degli oligarchi del centro sinistra. Ma invece di approfittare della situazione, il centro destra del bollito di Arcore punta a replicare il fallimento del Pd. Anche se i movimenti nell'area sono frenetici. A giorni dovrebbe diventare ufficiale l'accordo tra Sgarbi e Tremonti per il nuovo partito Rinascimento Italiano. Pronto ad alleanze con Fitto ed altri movimenti di piccole dimensioni. Personaggio carismatico Sgarbi, personaggio di grande competenza Tremonti. Ma il nodo delle alleanze resta cruciale. Quale Rinascimento può avere l'Italia con ministri come Alfano? O con una classe dirigente che, sul fronte della cultura e dell'istruzione , ha puntato su un ministro come Gelmini? Il bollito di Arcore insiste con Brambilla? È vero che il centro sinistra ha messo in campo Fedeli e Maria Elena Etruria, Poletti e Madia, ma se le alternative sono quelle indicate dal bollito di Arcore sarà difficile spingere al voto chi sta disertando da tempo le urne.

giovedì 13 luglio 2017

Distruggere l'Eur per nascondere il fallimento sui migranti

Di successo in successo la politica internazionale del governo Gentiloni, almeno a sentire le fantasiose ricostruzioni di politica estera del Tg5 o delle reti Rai. Sarà per questo che tutta l'Europa, con il francese Macron in testa, ha spennacchiato Gentiloni e la vergognosa politica italiana sui migranti. L'Europa, legittimamente e intelligentemente, pretende i rimpatri di chi non ha diritto a restare, cioè più dell'80% di chi arriva, secondo Macron. Ma l'Italia delle coop non rimpatria nessuno e pretende che gli altri Paesi si facciano carico di questo delirio falsamente umanitario e realmente legato a sfruttamento e speculazione. Così, per nascondere il fallimento in politica estera, interviene Fiano con la sua legge per eliminare la libertà di pensiero. E a lui si aggiunge l'amica degli invasori, quella Boldrine che sogna di abbattere tutti i simboli del fascismo. Cominciamo con il Foro Italico e proseguiamo: Eur, città di fondazione, ponti, strade, ferrovie. Com'è possibile che l'Italia democratica e antifassssista possa tollerare le belle e comode case popolari costruite nel triste Ventennio? Quando la repubblica democratica e antifasssista ha realizzato orrende costruzioni dove stipare chi ha bisogno di un alloggio popolare? Si tratta di un chiaro esempio di propaganda antidemocratica. Dunque abbattiamo i palazzi del tempo ed evitiamo imbarazzanti confronti. Ma, soprattutto, evitiamo di affrontare i temi del lavoro, delle migrazioni, della povertà, del crollo culturale. Armi di distrazione di massa contro ogni possibilità di analisi della realtà. Tra l'altro il rifiuto europeo di accettare la follia italiana sui migranti è la migliore pubblicità per l'Unione. Perché dimostra che i fallimenti nostrani non sono sempre imputabili a Bruxelles ma sono frutto della scemenza nostrana. E dimostra anche una cosa che, in fondo, tutti sapevamo perfettamente: la totale incapacità di Alfano che, benché nessuno se lo ricordi, è ancora il ministro degli Esteri

lunedì 10 luglio 2017

Il bugiardissimo scopre gli "aiuti a casa loro". A vantaggio di chi?

Il bugiardissimo scopre che i migranti è meglio aiutarli a casa loro. Una ricetta di semplice buon senso e non si capisce perché il buon senso sia mancato sino ad ora al bugiardissimo ed ai suoi compagnucci della parrocchietta. Certo, la folgorazione sulla via di Damasco è sempre possibile, almeno una volta ogni duemila anni. Ma il dubbio è legittimo, quando si tratta del bugiardissimo. Lui e i suoi sodali hanno sostenuto sino a ieri tutte le coop di ogni colore che hanno lucrato sui migranti, che hanno cooperato con le ong che flirtavano con gli scafisti. Un affare migliore rispetto allo spaccio di droga, ma il bugiardissimo ed i suoi sodali non se n'erano accorti. E allora sorge il dubbio che le varie coop stiano per azzannare la nuova ricca torta degli aiuti ai Paesi da cui partono i migranti. Gli italiani si sono stufati di pagare le tasse per vedere le nuove opportunità favorite sul lavoro, nelle liste per le scuole materne o per ottenere un alloggio. E allora meglio tassare gli italiani per favorire le coop che andranno ad aiutare lontano dall'Italia. Così i controlli saranno minori, la rabbia si ridurrà e gli affari no. Allora bisognerà ricordare agli italiani quanto costa davvero aiutare chi non vuole lasciare il proprio Paese e vuole lavorare onestamente. Con 40 dollari a testa è una volta sola, l'onlus  Artaban ha regalato a un centinaio di donne dell'Ecuador i macchinari per produrre articoli tessili e mantenere le rispettive famiglie. Non 40 euro al giorno, 40 e basta. Una iniziativa che funziona. E allora non bisognerà credere a chi racconterà che servono montagne di denaro italiano per offrire una prospettiva alternativa alle migrazioni. Servono idee ed onestà. E non si sa quale di queste doti sia più carente tra chi ha scoperto il nuovo business.

giovedì 6 luglio 2017

Anche l'Italia ha il suo Bobby Sands. Morto per fame in carcere

Il nome di Doddore Meloni dirà poco alla maggior parte degli italiani. Eppure è una sorta di Bobby Sands italiano, anzi sardo. Un indipendentista che non voleva la libertà per l'Irlanda del Nord ma per la sua isola, per la sua piccola patria. Doddore, in galera, ha scelto di seguire la strada di Sands e ha iniziato uno sciopero della fame che lo ha portato alla morte. Nella totale indifferenza dei media italiani. Nessuno ha seguito il suo calvario, a differenza di quanto era avvenuto per il patriota Nord irlandese. Nessuno si è preoccupato per le sue condizioni di salute. Una sorta di censura di una notizia scomoda. E non ha alcuna importanza se si è d'accordo o meno con le posizioni di Doddore Meloni. Non ha neppure importanza che la sua fosse una battaglia senza seguito reale. Era la lotta, disarmata, di un uomo contro uno Stato che non fa nulla per la sua terra. Uno Stato che lo aveva spedito in carcere, nonostante l'età avanzata, per motivi fiscali. Uno Stato vendicativo che non difende i sudditi dal l'invasione e dalle violenze degli invasori, ma che non tollera il benché minimo grido di libertà. Uno Stato che prevede interventi per il sostegno ed il reinserimento dei detenuti che hanno assassinato qualcuno, ma che si accanisce contro un anziano che sognava la libertà per la sua terra. Ma se lo Stato, in fondo, si difende con questi atteggiamenti e questi soprusi, ancora più squallido ed inaccettabile è il comportamento dei media. Sempre pronti a raccontare le nuove storie d'amore e di corna di qualche stellina in disarmo, sempre attenti al menù proposto alle grandi risorse ospitate negli hotel pluristellati della Sardegna. Ma così distratti di fronte allo sciopero della fame ed alla morte di un uomo che lottava per la libertà

mercoledì 5 luglio 2017

Boeri, così bugiardo da poter governare

Boeri scende in campo per un posto da presidente del consiglio. Dopo le menzogne del bugiardissimo e di Gentiloni è il presidente dell'Inps a lanciarsi nella gara a chi mente di più. Ma le bugie di Boeri sono ancora più gravi perché non si limitano ad abbellire una realtà che bella non è. Boeri punta a favorire l'invasione italiana, spingendo il Paese verso il baratro. Il presidente dell'Inps non si accorge dell'esercito di migranti che chiedono l'elemosina di fronte a supermercati, chiese, negozi. Non vede gli spacciatori che colonizzano interi quartieri. Non vede i lavoratori in nero. Macché, lui si accorge solo di quelli che lavorano con un contratto regolare. E che, per il 70%, hanno un contratto da operaio con salari da fame che non bastano a pagare le pensioni attuali e tantomeno a garantirle a chi sta lavorando. E non considera i costi per sanità, scuola, giustizia, case, ordine pubblico. Dimentica, Boeri, che il lavoro evolve verso la robotizzazione e l'industria 4.0. Ciò significa che ci sarà sempre meno bisogno di operai. Dunque le nuove risorse dovranno essere mantenute in quanto disoccupate. E dimentica, Boeri, che aver favorito la crescita irresponsabile dell'esercito industriale di riserva (come spiegava Marx) ha determinato un abbassamento dei salari e la cancellazione dei diritti. Provocando una disoccupazione record di italiani, con quasi il 40% di disoccupazione giovanile. Chi paga i costi di questa mancanza di lavoro? Boeri se ne frega. D'altronde lui è quello che aveva messo in guardia contro pensioni eccessivamente generose. Non le pensioni d'oro, ma quelle che non arrivano ai 2mila euro ma che consentono di vivere decentemente. E Boeri aveva spiegato che chi vive decentemente muore più tardi. Con gravi ripercussioni sui conti Inps. Disgustoso. Talmente disgustoso che il centro destra, qualora vincesse, potrebbe subito riconfermarlo. Così come era successo con Moretti al vertice delle ferrovie. E come vorrebbe fare il bollito di Arcore con Alfano. Il disastroso Alfano, l'inetto Alfano che ora sta spaventando l'Austria che osa difendere i propri confini. Tutti al Piave, a difendere i confini dall'invasione straniera. Ma questa volta tutti schierati sull'altro sponda del fiume sacro. Gli invasori non arrivano dalle Alpi

martedì 4 luglio 2017

Gentiloni, sui migranti è bugiardissimo bis

Gentiloni può davvero rottamare il bugiardissimo. Non perché stia governando bene, ma per la capacità di mentire uguale a quella del suo predecessore. Il presidente del consiglio è tornato dal vertice sui migranti millantando risultati positivi inesistenti. Aiutato, in questo, dai soliti corifei dei giornali e delle tv dì servizio. In primis il Tg5 che, dopo aver servito fedelmente ed acriticamente il bugiardissimo, si è già riconvertito al gentilonismo. Un segnale chiarissimo di un cambio di prospettive del bollito di Arcore che dubita fortemente di un successo del bugiardissimo e, dunque, cerca nuove sponde. Così il tg della famiglia di Arcore si entusiasma per l'accordo sui migranti anche se l'accordo è mancato ed anzi Francia e Spagna hanno sbattuto la porta in faccia a Gentiloni. Ora anche l'Austria anti populista ha minacciato di mandare le truppe al Brennero se l'Italia continuerà ad accogliere i migranti senza provvedere al rimpatrio di chi non ha il diritto a restare. Ossia, secondo il presidente francese Macron, l'80% di chi sbarca  e che deve quindi essere rimpatriato e non distribuito in Europa. Davvero un grande successo diplomatico. Ma la sinistra italiana si rifiuta di rimandare indietro chi non fugge dalle guerre e spera sempre di scaricare le conseguenze sugli altri. Il massimo risultato ottenuto da Gentiloni è stato un documento inutile sulle ONG. Alle quali viene chiesto, in pratica, di rispettare la legge. Dimostrando chiaramente che il governo è consapevole delle continue violazioni, anche se non fa nulla per contrastarle. Ma anche questo accordicchio è destinato a diventare carta straccia. Perché il governo che minaccia la chiusura dei porti italiani alle Ong che non rispettano la legge, sa benissimo di non essere neppure in grado di attuare la minaccia. Perché i giornali e le tv di servizio si scatenerebbero con servizi strappalacrime sui poveri migranti costretti a vagare per il mare. Dunque fallimento su tutta la linea. Così come è fallito il jobs act anche se si cerca di nasconderlo.

lunedì 3 luglio 2017

Fantozzi, uno di noi

Più di 200mila persone al concerto di Vasco Rossi, cordoglio generale per la scomparsa di Paolo Villaggio, poco pubblico ma entusiasta per Paola  Turci. Qualcuno si interroga sul perché giovani e meno giovani si mobilitino per seguire il concerto di un cantante e non si muovano per protestare contro il precariato e la crescente povertà. Eppure non dovrebbe essere difficile da capire. Da un lato ci sono artisti, cantanti e attori, che suscitano emozioni. Dall'altro ci sono politici che non hanno più un briciolo di credibilità. E chiunque provi a guidare una sacrosanta protesta viene immediatamente contestato e accusato di ogni nefandezza e di oscuri interessi personali. Mobilitarsi per una sinistra che rincorre le idiozie della gauche caviar e tutela solo i migranti mentre impoverisce e bistrattata gli italiani? Seguire un centro destra che, quando governa, non cancella le leggi assurde imposte dai governi della sinistra per mancanza di coraggio e, anzi, cerca di far peggio? Chi ha introdotto Equitalia? Chi ha votato per le leggi imposte dall'Ue per impoverire l'Italia? Oppure mobilitarsi per i grillini? Ma quali? Quelli che, con Grillo, si accorgono dei disastri provocati dal via libera agli sbarchi o quelli che, sul territorio, sono favorevoli all'invasione? Mobilitarsi sapendo che la polizia e la magistratura sono al servizio del sistema di potere e stroncano ogni manifestazione di dissenso politico mentre tollerano ogni violenza del sedicente popolo della notte? E allora assistiamo all'esegesi dei testi di Vasco per comprendere se il cantante è assimilabile a qualche schieramento partitico. In effetti sarebbe difficile un'esegesi del nulla cosmico presente negli interventi dei politici. I testi del bugiardissimo? Al di là delle menzogne, sono di una povertà assoluta. E gli equilibrismi del bollito di Arcore? Una sagra dell'ipocrisia. Le banalità della Brambilla o l'arroganza priva di ogni contatto con la realtà di Fiano. Bisognerebbe entusiasmarsi per le crozzate di Bersani o per l'eloquio da funerale di Mattarella? E allora è inevitabile che milioni di persone preferiscano seguire, dal vivo o in tv, un concerto di Vasco o che si commuovano per Villaggio. Perché si riconoscono più in Fantozzi che nei bobo della Leopolda. Perché accanto hanno la Pina e non le starlette di Mediaset. Perché la vita è fatta di emozioni e la classe politica italiana non è in grado di offrirle.

giovedì 29 giugno 2017

L'Europa contro l'agricoltura per tutelare i migranti

L'Unione europea minaccia tagli all'agricoltura. Ed i media di servizio spiegano che sarà l'effetto della Brexit perché al bilancio comunitario verranno a mancare 10 miliardi di euro ogni anno. Tutto vero. Peccato che l'Ue abbia chiarito che ad aggravare il bilancio saranno le spese per mantenere i migranti. Dunque, dal momento che gli eurocialtroni vogliono continuare a favorire l'invasione, a pagare il conto saranno gli agricoltori del vecchio continente. Naturalmente i giornali e le tv di servizio (tgrenzi5 spicca sempre per servilismo) fingono di ignorare che un aggravio di costi per l'agricoltura significa un aumento dei prezzi per i consumatori. Oppure significa che, per avere prezzi in linea con salari sempre più bassi, si abbandonerà completamente l'agricoltura europea per fa ricorso alle importazioni di cibo scadente in arrivo da ogni parte del mondo. La guerra all'agricoltura europea significa guerra alla sovranità poiché la dipendenza alimentare viene ancora prima di quella monetaria. Senza agricoltura di qualità saremo costretti ad accettare qualsiasi schifezza ricca di pesticidi e carne agli ormoni. Cibo spazzatura per il nuovo popolo meticcio dell'Italia e dell'Europa del Sud. Ma poi anche del resto del vecchio continente. Bisogna scegliere. Non più tra burro e cannoni ma tra l'Italia e gli invasori. Morire avvelenati da prodotti immangiabili o adottare una politica di difesa dei confini? I servi dell'informazione fanno finta di nulla. D'altronde il compagno Boccia, presidente di Confindustria, cerca di aiutare il bugiardissimo raccontando con entusiasmo che il Pil italiano crescerà quest'anno dell'1,3%, segno inequivocabile di una ripresa che è merito del bugiardissimo, di Gentiloni, di Padoan. Il compagno Boccia dimentica che l'inflazione viaggia intorno all'1,2-1,3%. Dunque, al netto dell'inflazione, la crescita del Pil è inesistente. Nonostante una folle spesa, totalmente improduttiva, per mantenere le legioni di migranti ed i finti volontari che campano grazie all'invasione.

mercoledì 28 giugno 2017

L'invasione di Bruttitalia per cancellare la grande bellezza

Più di 10mila  invasori in 4 giorni e il governo italiano scopre che esiste l'emergenza migranti. Emergenza per il numero eccessivo e per l'impossibilità di mantenere tutti? Macché. Il problema, per questi nemici degli italiani che guidando il governo, è rappresentato dai sindaci che rifiutano di accogliere tutti e dai Paesi europei che pretenderebbero i rimpatri di chi non ha diritto di restare. Così dovremo farci carico di almeno 230mila nuovi ospiti. Con un costo di 41 euro a testa ogni giorno per il puro mantenimento. Costi da sommare a quelli per la scuola, per la sanità, per la giustizia, per le abitazioni. In compenso, però, non c'erano i soldi per pagare la disoccupazione ad una donna italiana che, a Torino, si è data fuoco negli uffici INPS. E per lei non c'erano i percorsi per l'inserimento lavorativo, quei percorsi riservati agli ospiti. Ovviamente il governo se ne frega. E avverte che l'opposizione degli italiani alla legge sullo Ius Soli non fermerà la maggioranza a guida Pd. Mica governano in nome del popolo italiano. Loro sono al governo per obbedire alle strategie ed alle imposizioni di chi vuole un'Italia di schiavi, sfruttati e sottopagati. Per questo servono i migranti, per accrescere la concorrenza ed abbattere retribuzioni e diritti. E se il lavoro manca, ci si può sempre trasformare in volontari a pagamento che campano sui migranti, spartendosi le ingenti risorse a disposizione. Oppure gli italiani possono emigrare. Andando a fare i commessi a Londra, a raccogliere patate in Australia, a fare gli architetti nei Paesi dove la bellezza è anche una opportunità di lavoro e di sviluppo. Mentre l'Italia, il bel Paese per eccellenza, cancella il proprio passato in nome dell'emergenza strutturale e, soprattutto, in nome della distruzione delle radici e delle tradizioni. Se il mondo invidia all'Italia i capolavori del Rinascimento, i palazzi ed i monumenti, i resti archeologici romani ed etruschi, la gauche caviar provvede a distruggere tutto in nome della contemporaneità. Scatoloni spacciati per grattacieli d'avanguardia, parcheggi al posto dei resti di antiche fortificazioni, navi da crociera davanti a piazza San Marco. Bruttitalia ha bisogno dei migranti per cancellare ogni traccia di un passato di grande bellezza

martedì 27 giugno 2017

I moderati non esistono più. Solo un alibi per Berlu

Il bollito di Arcore ci riprova. Spaventato dal successo del centro destra alle amministrative, il sultano di Arcore tenta immediatamente di distruggere l'alleanza e, soprattutto, di deludere gli elettori. E si inventa un progetto moderato nella convinzione che i moderati, in Italia, siano sempre meno e che, dunque, non possano consentirgli di vincere nettamente. Obbligandolo, di conseguenza, ad un accordo con il bugiardissimo. Che, a sua volta, sta cercando di scrollarsi di dosso l'ala sinistra del Pd e all'esterno del Pd. Puntando ad un fronte moderato che è minoritario ma che gode dell'appoggio dei poteri forti. I giornali, le tv, i banchieri, gli speculatori. Gli unici moderati veri, perché hanno tutto da perdere. Il ceto medio, quello a cui sostiene di rivolgersi il bollito di Arcore, non è invece moderato. Ha smesso di esserlo quando si è reso conto che la moderazione significava solo rassegnazione di fronte ad un progressivo impoverimento. Si è arrabbiato, il ceto medio. Ed è arrabbiato il ceto popolare, alle prese con la concorrenza sleale dei nuovi schiavi. Ma il bollito se ne frega. Lui deve solo tutelare le sue aziende e gli altri possono anche morire disperati. I fans del sultano ricordano sempre che Berlu da' lavoro a 60mila famiglie. Ma dimenticano, i fans, che le politiche economiche accettate dal bollito di Arcore hanno creato milioni di disoccupati e un numero ancora maggiore di sottoccupati e di nuovi poveri. Gli interessi di Mediaset non sono quelli degli italiani. E allora ogni eventuale alleanza politica deve tenere conto di questo aspetto. Inutile andare a governare se poi le politiche sono le stesse del bugiardissimo, quelle imposte dalla Troika, da Soros, dagli speculatori europei e statunitensi. Il 50% di astensione dalle urne è la dimostrazione di una rabbia impotente, non di una moderazione che non trova sbocco. Se ne sono accorti anche nel centro sinistra. In Piemonte il Pd vinceva anche grazie al sostegno del partito che si chiama, appunto, Moderati. Era arrivato alla doppia cifra in alcune elezioni. Ora è precipitato a percentuali ininfluenti e il Pd se ne libera. Pronto a sostituirlo con il voto dei migranti, probabilmente. Una scelta che di sicuro non provoca reazioni moderate tra il ceto medio e quello popolare.

lunedì 26 giugno 2017

Lo Ius Soli sconfigge il Pd nei Comuni

Lo Ius Soli sconfigge il Pd e le sinistre politicamente corrette. Il criminale tentativo di distruggere ciò che resta del popolo italiano ha pesato, alle elezioni amministrative, più delle proposte avanzate dai candidati del centro destra vincente quasi ovunque. E il record di astensioni evidenzia ancora una volta la distanza tra politica e cittadini. Il centro destra che, giustamente, festeggia il risultato di ieri, non deve dimenticare che più di metà degli elettori ha disertato le urne e che, di conseguenza, ogni risultato può essere ribaltato da una maggior affluenza. Il segnale di disgusto nei confronti del bugiardissimo, delle menzogne del governo e, soprattutto, della follia dello Ius Soli è evidente. Basterà per garantire il successo alle prossime politiche? Improbabile. Anche perché, a livello di elezioni politiche nazionali, il Movimento 5 stelle tornerà competitivo e le incertezze del sultano di Arcore rappresentano un freno che non viene percepito alle consultazioni locali dove contano di più i candidati alla poltrona di sindaco. Così all'Aquila vince il centro destra grazie alla credibilità di un candidato che ribalta pronostici e risultati del primo turno. Così a  Verona vince la Lega contro la candidata dell'ex sindaco ed ex leghista Tosi. È il centro destra conquista l'inespugnabile Genova, grazie anche ai disastri dell'ex sindaco Doria. Ma si impone anche ad Alessandria, ribaltando i pronostici. In compenso perde, a meno di riconteggi, Acqui che passa ai grillini. Capaci di recuperare 20 punti tra primo e secondo turno perché il sindaco uscente di centro destra rifiuta l'alleanza con Fdi.  E perde per 6 voti. Si tratta ora di approfittare di un momento favorevole per preparare le elezioni politiche. Ma i primi cittadini del centro destra riusciranno, questa volta, a far rete? A mettere insieme iniziative intelligenti che colleghino Pistoia con Omegna, Como con Sesto San Giovanni, Monza con Oristano? Oppure, ancora una volta, ciascuno procederà per conto proprio, con programmi banali, con progetti simili a quelli del Pd, con iniziative che non vanno al di là della sagra del peperone o della festa della porchetta?

venerdì 23 giugno 2017

Poca acqua, troppi abitanti e ne arrivano altri

Siamo all'allarme siccità. Poca acqua per un numero eccessivo di abitanti. A Roma si è arrivati alle ordinanze per riservare l'acqua al solo uso potabile. E come interviene il governo? Favorendo l'invasione. Centinaia di migliaia di persone in più ogni anno, per aggravare una situazione che diventa sempre più drammatica non solo sotto l'aspetto economico ma anche dal punto di vista ambientale. Ma servono schiavi a chi non sa fare impresa in modo corretto. Invece di investire si preferisce importare schiavi, abbassando anche le condizioni di lavoro per gli italiani. E chissenefrega se il territorio non è in grado di accogliere tutte le grandi risorse in arrivo da ogni parte del mondo. Aumenta l'inquinamento, cala la disponibilità di acqua, ma continuiamo a fare traffico di esseri umani per la felicità degli speculatori, degli spacciatori, degli organizzatori della prostituzione e delle associazioni filantropiche che lucrano su tutto questo e che, proprio per questo, sono complici. Però, di fronte ai nostri record di inquinamento, chiudiamo gli occhi (ed il naso) e protestiamo contro Trump che abbandona gli accordi sul clima. Chiudiamo gli occhi e tappiamo la bocca a chi protesta contro i fumi tossici che si levano dai campi Rom dove si brucia il materiale rubato. Ed ora, a forza di  chiudere la bocca a chi osa protestare, possiamo prepararci alla guerra civile per l'acqua. Naturalmente i soldi si utilizzano per le organizzazioni di schiavisti, non per progettare impianti di desalinizzazione. E la montagna, che ancora per qualche decennio garantirà l'acqua alla pianura, viene ignorata o, tutt'al più, considerata un territorio abbandonato dove collocare i nuovi schiavi, cancellando cultura e tradizioni. Non c'è da stupirsi. Grazie anche alla gravissima ingerenza di monsu Bergoglio, si punta al meticciato per cancellare ogni differenza. Eppure Benedetto XVI aveva scritto tomi sulla necessità di difendere la natura anche attraverso la tutela delle diversità. Si difende lo scoiattolo rosso dall'invasione dello scoiattolo grigio, ma guai a pensare di tutelare la diversità tra gli esseri umani. Gli speculatori vogliono uomini e donne senza differenze, con gusti omogenei, con comportamenti indifferenziati. Schiavi da sfruttare in cambio di una bottiglia d'acqua. Magari inquinata.

giovedì 22 giugno 2017

Teppismo e spaccio per nascondere i crimini del governo

Meno male che il sindaco pentastellato di Torino, Chiara Appendino, doveva rappresentare il fiore all'occhiello del movimento grillino. Il contraltare del sindaco di Roma, Raggi. Invece le tante anime dei 5 stelle hanno portato alla paralisi su un fronte non proprio secondario: la sicurezza. Non è stato solo il disastro della finale della champions di calcio, con un morto e un migliaio di feriti grazie al l'incapacità di gestire la piazza e di impedire l'afflusso di venditori abusivi di bottiglie di birra. A seguire ci sono stati attacchi alle forze dell'ordine che provavano ad intervenire per bloccare altri abusivi in varie zone della cosiddetta movida torinese. Prefetto, questore e sindaco, con una magistratura imbarazzante, stanno lasciando la città in balia di spacciatori, ladri, inquinatori, vandali. Un gruppo di ragazzi viene buttato fuori da una piscina comunale? Per vendetta incendia la piscina. Nella certezza di non aver conseguenze anche nel caso in cui venissero scoperti. Il parco del Valentino è area di libero spaccio. Se qualcuno viene arrestato, provvede la magistratura a rimandarlo in fretta al lavoro. Nei campi Rom si bruciano i cavi rubati per ricavare il rame, si sprigionano fumi tossici ma si interviene contro i cittadini delle case vicine che protestano contro l'inquinamento. E se la protesta di piazza, per i divieti di consumo di alcolici per strada, degenera, la polizia non interviene contro i responsabili dei disordini ma contro le famiglie che si godono una pizza nei dehors della zona. D'altronde i fomentatori dei disordini sono sempre gli stessi, conosciuti e lasciati liberi di compiere violenze di ogni tipo. Ovviamente non è solo una questione torinese. La violenza dilaga perché serve a distrarre dai disastri provocati dal governo. Non si fa nulla per la ricostruzione post terremoto? E allora che si discuta di spaccio. Non si fa nulla per frenare l'invasione (anzi, la si favorisce)? E allora vai con i divieti sulla birra dopo le 8 di sera. Si prepara una manovra lacrime e sangue per compiacere Bruxelles? E allora lasciamo via libera a teppisti di ogni risma. Basta distrarre l'opinione pubblica. E Appendino, sotto questo aspetto, è sicuramente più preparata di Raggi

mercoledì 21 giugno 2017

Gentiloni fa la guerra alla Cina, ma spera nei soldi di Pechino

Macron e i suoi mandanti hanno scoperto che la Cina può rappresentare un problema. Per la Francia, innanzi tutto. E, dunque, avendo portato alla presidenza francese l'ologramma Macron, con il plauso di tutti gli euro burocrati, i mandanti lo utilizzeranno per modificare la politica commerciale e la politica estera dell'intera Unione Europea. Ovviamente a fianco di Macron si è già piazzato Gentiloni, uomo per tutte le stagioni. Basta che il suo esperto di look politico fischi ed il presidente del Consiglio cambia abito. "Siamo contro ogni protezionismo" aveva assicurato Gentiloni. Che ora, con l'amico Macron, sta pensando a cosa fare contro la Cina. "Siamo a favore degli investimenti stranieri in Italia", aveva aggiunto. Ma ora, su ordine dell'Eliseo, scopre che gli investimenti cinesi possono essere pericolosi. Non che a Pechino si preoccupino più di tanto delle giravolte romane. E ancor meno si preoccupano delle offensive della stampa di regime italiana. Pronta a spiegare che gli investimenti cinesi in Pakistan sono una follia utile solo ad irritare l'India. Così irritata, l'India, da aver rafforzato proprio insieme al Pakistan la sua presenza nella Sco, l'organizzazione alternativa alla NATO che raggruppa anche Cina, Russia, vari Paesi ex sovietici mentre diventa sempre più stretta anche la collaborazione con l'Iran. La stampa italiana di servizio ha preferito sorvolare. Insistendo, invece, sui rischi economici della Via della seta ferroviaria per intensificare i commerci tra Cina ed Europa passando attraverso l'ex impero sovietico. E come dimenticare l'errore commesso da Pechino che ha puntato sul porto greco del Pireo? La Cina avrebbe dovuto scegliere Gioia Tauro, ignorando problemi di criminalità e infrastrutture. Sembra molto la storia della volpe e l'uva. Dal momento che investono altrove, spieghiamo che gli investimenti non vanno bene. Ma siamo ovviamente pronti a continuare a svendere aziende e quote azionarie quando Pechino si presenta con i soldi. Nel frattempo a Roma si fa passare il Ceta, l'accordo con il Canada sui commerci. Per annientare l'agricoltura italiana e favorire le multinazionali statunitensi che utilizzeranno il Canada come testa di ponte per invadere l'Italia e l'Europa

martedì 20 giugno 2017

Tassa sulle macerie: nessun colpevole

La tassa di successione da pagare sulle macerie dei paesi terremotati pare sia stato un errore. Ma, ovviamente, nell'Italia dell'irresponsabilità il nome del colpevole non viene fatto. E non si sa chi sia il colpevole per l'immobilita' nella ricostruzione. Sempre e soltanto "la burocrazia ", mai un nome ed un cognome. La nebulosa della burocrazia permette di nascondere errori, cialtroneria, distrazioni, incapacità. E non vale solo per il settore pubblico. Di fronte a certi orrendi palazzi costruiti ovunque in Italia negli anni della spartizione tra Dc e PCI, nasce il desiderio di conoscere il nome del funzionario che ha permesso simili porcherie ma, soprattutto, il nome dell'architetto o del geometra responsabili del progetto. Una grande targa da apporre sulla facciata della costruzione, ad imperitura memoria.  In modo che gli eredi possano vergognarsi mentre si godono il frutto di simili schifezze. Bisogna fregarsene della boiate politicamente corrette come la privacy. Hai rovinato una strada, un quartiere, una piazza? E allora goditi il tuo momento di celebrità, oltre ai denari che hai incassato. Ma questo è il Paese dello scarico di responsabilità. È sempre colpa di altri. C'era chi accusava il destino cinico e baro per una sconfitta elettorale e chi scaricava la colpa sugli elettori che non avevano capito il messaggio. Un giornale brucia 350 milioni di euro in pochi anni ed i vertici della proprietà non se ne accorgono e poi danno la colpa al costo del lavoro dell'usciere. A Torino, dopo gli oltre mille feriti in una piazza a causa della tolleranza politicamente corretta nei confronti dei venditori abusivi, si individua l'unico responsabile in un barista che non aveva avuto il tempo di smontare il dehors. Nessun colpevole se nei campi Rom si continua a bruciare rifiuti tossici, per ricavare rame rubato, che avvelenano gli abitanti delle case vicine. Bisogna chiedere all'ufficio competente X che rimanda all'ufficio Y ma dopo aver presentato domanda all'ufficio Z che la perderà. Nessun colpevole, nessun responsabile. Si può proseguire tranquilli verso il baratro.

lunedì 19 giugno 2017

Il potere si rafforza grazie al non voto

Macron trionfa al secondo turno delle elezioni francesi. Trionfa? È vero che conquista la maggioranza assoluta dei deputati ed avrà la possibilità di fare tutte le riforme che vuole, anzi quelle che vogliono i banchieri ed il grande capitale. Ma è anche vero che i votanti complessivi sono stati meno del 50%. Colpa di Macron? Ovviamente no. Colpa di tutti gli altri leader politici che non sono stati in grado di portare i francesi alle urne. Colpa del Front di Marine Le Pen, dei repubblicani, dei socialisti e della Francia non sottomessa di Melenchon. Forse perché la Francia è già sottomessa nonostante le dichiarazioni. Ma non è il caso di illudersi: in Italia la situazione non è molto diversa. E lo si vedrà domenica, ai ballottaggi. A prescindere da chi conquisterà la poltrona di sindaco nelle varie città. Perché lo scollamento tra partiti e sudditi diventa sempre più evidente. Votare per il bugiardissimo che impone tasse e balzelli e poi va in tv a raccontare che gli italiani pagano meno? Votare per i 5 stelle che ora, improvvisamente, scoprono il suicidio di massa italiano provocato dallo Ius Soli mentre parte del movimento resta favorevole all'invasione? Votare per un centro destra con Berlu che utilizza le proprie tv per sostenere il bugiardissimo e lo Ius Soli mentre poi va a fare dichiarazioni farlocche in senso opposto? O votare per una destra che si ostina a non voler predisporre un programma credibile e realizzabile per mancanza di competenze interne? Quella destra che si lamenta per l'ostilità dell'informazione di regime ma poi evita accuratamente di utilizzare le cospicue risorse della fondazione An per dotarsi di una propria rete di informazione? Forse perché tutti aspettano solo che un intervento esterno permetta di spartirsi i soldi della fondazione? Perché mai gli elettori dovrebbero andare alle urne? È vero, chi non vota non ha neanche diritto di lamentarsi dopo le elezioni. Ma diventa sempre più difficile fidarsi di partiti e movimenti di questo tipo. Pronti a cavalcare una qualsiasi protesta, magari sacrosanta, ma incapaci di trasformarla in proposta alternativa. Troppo attenti alle formulette per farsi rieleggere è poco attenti alla realtà. Fidarsi del bugiardissimo? Di Berlu? Impossibile. Fidarsi di chi non sa gestire la propria fondazione e vorrebbe gestire l'Italia?

mercoledì 14 giugno 2017

Ambiente: tutelare gli insetti e non la biodiversità umana

Tutti indignati per il voltafaccia di Trump sui temi ambientali. Il ricco presidente yankee pensa agli affari e non alla sopravvivenza del pianeta. Poi tutti questi ambientalisti a giorni alterni, pronti a protestare per i rischi di scomparsa dell'insetto che vive in 4 metri quadrati della foresta amazzonica, se ne fregano della biodiversità quando si tratta di esseri umani o, peggio ancora, di cultura. Allora la tutela della diversità si trasforma in obbligo di cancellare questa diversità. Meticciato obbligatorio, culture unificate. Difendiamo il pomodoro di Pachino e cancelliamo l'uomo italiano. D'altronde, ci spiegano le tv di regime, gli italiani fanno sempre meno figli (magari perché i soldi vanno ai migranti) e diventa dunque indispensabile favorire l'invasione per avere a disposizione nuovi schiavi da sfruttare. E l'odio del politicamente corretto nei confronti dell'ambiente reale si nota anche nella censura generale riguardo al premio Acqui Ambiente che viene promosso da un Comune non allineato politicamente. I premi, a volte, vengono assegnati a personaggi discutibili (quest'anno a Calabrese), a dimostrazione di una onestà intellettuale che prescinde dagli schieramenti. Ma al politicamente corretto non basta. Il premio è ignorato dell'assessore regionale all'ambiente (che non si sa cosa faccia, in realtà), viene ignorato dall'assessore alla cultura (si tratta di libri) e viene ignorato dal Salone del libro di Torino che raggruppa premi e manifestazioni culturali di tutta Italia, purché di parte giusta. Ma diventa difficile criticare la sinistra faziosa quando i comuni guidati dal centro destra fanno esattamente la stessa cosa. Quanti sono quelli che hanno proposto un gemellaggio con la manifestazione di Acqui? Quelli che hanno presentato i libri premiati all'Acqui Ambiente e all'Acqui Storia? La capacità di far sistema è pari a zero. A cominciare dalla confinante Liguria che, sul fronte culturale, non è cambiata molto con il successo di Toti e del centro destra. Magari, invece di vantare i successi ottenuti in qualche piccolo Comune della Penisola e delle Isole, si potrebbe alzare lo sguardo e pensare a collaborare