venerdì 23 giugno 2017

Poca acqua, troppi abitanti e ne arrivano altri

Siamo all'allarme siccità. Poca acqua per un numero eccessivo di abitanti. A Roma si è arrivati alle ordinanze per riservare l'acqua al solo uso potabile. E come interviene il governo? Favorendo l'invasione. Centinaia di migliaia di persone in più ogni anno, per aggravare una situazione che diventa sempre più drammatica non solo sotto l'aspetto economico ma anche dal punto di vista ambientale. Ma servono schiavi a chi non sa fare impresa in modo corretto. Invece di investire si preferisce importare schiavi, abbassando anche le condizioni di lavoro per gli italiani. E chissenefrega se il territorio non è in grado di accogliere tutte le grandi risorse in arrivo da ogni parte del mondo. Aumenta l'inquinamento, cala la disponibilità di acqua, ma continuiamo a fare traffico di esseri umani per la felicità degli speculatori, degli spacciatori, degli organizzatori della prostituzione e delle associazioni filantropiche che lucrano su tutto questo e che, proprio per questo, sono complici. Però, di fronte ai nostri record di inquinamento, chiudiamo gli occhi (ed il naso) e protestiamo contro Trump che abbandona gli accordi sul clima. Chiudiamo gli occhi e tappiamo la bocca a chi protesta contro i fumi tossici che si levano dai campi Rom dove si brucia il materiale rubato. Ed ora, a forza di  chiudere la bocca a chi osa protestare, possiamo prepararci alla guerra civile per l'acqua. Naturalmente i soldi si utilizzano per le organizzazioni di schiavisti, non per progettare impianti di desalinizzazione. E la montagna, che ancora per qualche decennio garantirà l'acqua alla pianura, viene ignorata o, tutt'al più, considerata un territorio abbandonato dove collocare i nuovi schiavi, cancellando cultura e tradizioni. Non c'è da stupirsi. Grazie anche alla gravissima ingerenza di monsu Bergoglio, si punta al meticciato per cancellare ogni differenza. Eppure Benedetto XVI aveva scritto tomi sulla necessità di difendere la natura anche attraverso la tutela delle diversità. Si difende lo scoiattolo rosso dall'invasione dello scoiattolo grigio, ma guai a pensare di tutelare la diversità tra gli esseri umani. Gli speculatori vogliono uomini e donne senza differenze, con gusti omogenei, con comportamenti indifferenziati. Schiavi da sfruttare in cambio di una bottiglia d'acqua. Magari inquinata.

giovedì 22 giugno 2017

Teppismo e spaccio per nascondere i crimini del governo

Meno male che il sindaco pentastellato di Torino, Chiara Appendino, doveva rappresentare il fiore all'occhiello del movimento grillino. Il contraltare del sindaco di Roma, Raggi. Invece le tante anime dei 5 stelle hanno portato alla paralisi su un fronte non proprio secondario: la sicurezza. Non è stato solo il disastro della finale della champions di calcio, con un morto e un migliaio di feriti grazie al l'incapacità di gestire la piazza e di impedire l'afflusso di venditori abusivi di bottiglie di birra. A seguire ci sono stati attacchi alle forze dell'ordine che provavano ad intervenire per bloccare altri abusivi in varie zone della cosiddetta movida torinese. Prefetto, questore e sindaco, con una magistratura imbarazzante, stanno lasciando la città in balia di spacciatori, ladri, inquinatori, vandali. Un gruppo di ragazzi viene buttato fuori da una piscina comunale? Per vendetta incendia la piscina. Nella certezza di non aver conseguenze anche nel caso in cui venissero scoperti. Il parco del Valentino è area di libero spaccio. Se qualcuno viene arrestato, provvede la magistratura a rimandarlo in fretta al lavoro. Nei campi Rom si bruciano i cavi rubati per ricavare il rame, si sprigionano fumi tossici ma si interviene contro i cittadini delle case vicine che protestano contro l'inquinamento. E se la protesta di piazza, per i divieti di consumo di alcolici per strada, degenera, la polizia non interviene contro i responsabili dei disordini ma contro le famiglie che si godono una pizza nei dehors della zona. D'altronde i fomentatori dei disordini sono sempre gli stessi, conosciuti e lasciati liberi di compiere violenze di ogni tipo. Ovviamente non è solo una questione torinese. La violenza dilaga perché serve a distrarre dai disastri provocati dal governo. Non si fa nulla per la ricostruzione post terremoto? E allora che si discuta di spaccio. Non si fa nulla per frenare l'invasione (anzi, la si favorisce)? E allora vai con i divieti sulla birra dopo le 8 di sera. Si prepara una manovra lacrime e sangue per compiacere Bruxelles? E allora lasciamo via libera a teppisti di ogni risma. Basta distrarre l'opinione pubblica. E Appendino, sotto questo aspetto, è sicuramente più preparata di Raggi

mercoledì 21 giugno 2017

Gentiloni fa la guerra alla Cina, ma spera nei soldi di Pechino

Macron e i suoi mandanti hanno scoperto che la Cina può rappresentare un problema. Per la Francia, innanzi tutto. E, dunque, avendo portato alla presidenza francese l'ologramma Macron, con il plauso di tutti gli euro burocrati, i mandanti lo utilizzeranno per modificare la politica commerciale e la politica estera dell'intera Unione Europea. Ovviamente a fianco di Macron si è già piazzato Gentiloni, uomo per tutte le stagioni. Basta che il suo esperto di look politico fischi ed il presidente del Consiglio cambia abito. "Siamo contro ogni protezionismo" aveva assicurato Gentiloni. Che ora, con l'amico Macron, sta pensando a cosa fare contro la Cina. "Siamo a favore degli investimenti stranieri in Italia", aveva aggiunto. Ma ora, su ordine dell'Eliseo, scopre che gli investimenti cinesi possono essere pericolosi. Non che a Pechino si preoccupino più di tanto delle giravolte romane. E ancor meno si preoccupano delle offensive della stampa di regime italiana. Pronta a spiegare che gli investimenti cinesi in Pakistan sono una follia utile solo ad irritare l'India. Così irritata, l'India, da aver rafforzato proprio insieme al Pakistan la sua presenza nella Sco, l'organizzazione alternativa alla NATO che raggruppa anche Cina, Russia, vari Paesi ex sovietici mentre diventa sempre più stretta anche la collaborazione con l'Iran. La stampa italiana di servizio ha preferito sorvolare. Insistendo, invece, sui rischi economici della Via della seta ferroviaria per intensificare i commerci tra Cina ed Europa passando attraverso l'ex impero sovietico. E come dimenticare l'errore commesso da Pechino che ha puntato sul porto greco del Pireo? La Cina avrebbe dovuto scegliere Gioia Tauro, ignorando problemi di criminalità e infrastrutture. Sembra molto la storia della volpe e l'uva. Dal momento che investono altrove, spieghiamo che gli investimenti non vanno bene. Ma siamo ovviamente pronti a continuare a svendere aziende e quote azionarie quando Pechino si presenta con i soldi. Nel frattempo a Roma si fa passare il Ceta, l'accordo con il Canada sui commerci. Per annientare l'agricoltura italiana e favorire le multinazionali statunitensi che utilizzeranno il Canada come testa di ponte per invadere l'Italia e l'Europa

martedì 20 giugno 2017

Tassa sulle macerie: nessun colpevole

La tassa di successione da pagare sulle macerie dei paesi terremotati pare sia stato un errore. Ma, ovviamente, nell'Italia dell'irresponsabilità il nome del colpevole non viene fatto. E non si sa chi sia il colpevole per l'immobilita' nella ricostruzione. Sempre e soltanto "la burocrazia ", mai un nome ed un cognome. La nebulosa della burocrazia permette di nascondere errori, cialtroneria, distrazioni, incapacità. E non vale solo per il settore pubblico. Di fronte a certi orrendi palazzi costruiti ovunque in Italia negli anni della spartizione tra Dc e PCI, nasce il desiderio di conoscere il nome del funzionario che ha permesso simili porcherie ma, soprattutto, il nome dell'architetto o del geometra responsabili del progetto. Una grande targa da apporre sulla facciata della costruzione, ad imperitura memoria.  In modo che gli eredi possano vergognarsi mentre si godono il frutto di simili schifezze. Bisogna fregarsene della boiate politicamente corrette come la privacy. Hai rovinato una strada, un quartiere, una piazza? E allora goditi il tuo momento di celebrità, oltre ai denari che hai incassato. Ma questo è il Paese dello scarico di responsabilità. È sempre colpa di altri. C'era chi accusava il destino cinico e baro per una sconfitta elettorale e chi scaricava la colpa sugli elettori che non avevano capito il messaggio. Un giornale brucia 350 milioni di euro in pochi anni ed i vertici della proprietà non se ne accorgono e poi danno la colpa al costo del lavoro dell'usciere. A Torino, dopo gli oltre mille feriti in una piazza a causa della tolleranza politicamente corretta nei confronti dei venditori abusivi, si individua l'unico responsabile in un barista che non aveva avuto il tempo di smontare il dehors. Nessun colpevole se nei campi Rom si continua a bruciare rifiuti tossici, per ricavare rame rubato, che avvelenano gli abitanti delle case vicine. Bisogna chiedere all'ufficio competente X che rimanda all'ufficio Y ma dopo aver presentato domanda all'ufficio Z che la perderà. Nessun colpevole, nessun responsabile. Si può proseguire tranquilli verso il baratro.

lunedì 19 giugno 2017

Il potere si rafforza grazie al non voto

Macron trionfa al secondo turno delle elezioni francesi. Trionfa? È vero che conquista la maggioranza assoluta dei deputati ed avrà la possibilità di fare tutte le riforme che vuole, anzi quelle che vogliono i banchieri ed il grande capitale. Ma è anche vero che i votanti complessivi sono stati meno del 50%. Colpa di Macron? Ovviamente no. Colpa di tutti gli altri leader politici che non sono stati in grado di portare i francesi alle urne. Colpa del Front di Marine Le Pen, dei repubblicani, dei socialisti e della Francia non sottomessa di Melenchon. Forse perché la Francia è già sottomessa nonostante le dichiarazioni. Ma non è il caso di illudersi: in Italia la situazione non è molto diversa. E lo si vedrà domenica, ai ballottaggi. A prescindere da chi conquisterà la poltrona di sindaco nelle varie città. Perché lo scollamento tra partiti e sudditi diventa sempre più evidente. Votare per il bugiardissimo che impone tasse e balzelli e poi va in tv a raccontare che gli italiani pagano meno? Votare per i 5 stelle che ora, improvvisamente, scoprono il suicidio di massa italiano provocato dallo Ius Soli mentre parte del movimento resta favorevole all'invasione? Votare per un centro destra con Berlu che utilizza le proprie tv per sostenere il bugiardissimo e lo Ius Soli mentre poi va a fare dichiarazioni farlocche in senso opposto? O votare per una destra che si ostina a non voler predisporre un programma credibile e realizzabile per mancanza di competenze interne? Quella destra che si lamenta per l'ostilità dell'informazione di regime ma poi evita accuratamente di utilizzare le cospicue risorse della fondazione An per dotarsi di una propria rete di informazione? Forse perché tutti aspettano solo che un intervento esterno permetta di spartirsi i soldi della fondazione? Perché mai gli elettori dovrebbero andare alle urne? È vero, chi non vota non ha neanche diritto di lamentarsi dopo le elezioni. Ma diventa sempre più difficile fidarsi di partiti e movimenti di questo tipo. Pronti a cavalcare una qualsiasi protesta, magari sacrosanta, ma incapaci di trasformarla in proposta alternativa. Troppo attenti alle formulette per farsi rieleggere è poco attenti alla realtà. Fidarsi del bugiardissimo? Di Berlu? Impossibile. Fidarsi di chi non sa gestire la propria fondazione e vorrebbe gestire l'Italia?

mercoledì 14 giugno 2017

Ambiente: tutelare gli insetti e non la biodiversità umana

Tutti indignati per il voltafaccia di Trump sui temi ambientali. Il ricco presidente yankee pensa agli affari e non alla sopravvivenza del pianeta. Poi tutti questi ambientalisti a giorni alterni, pronti a protestare per i rischi di scomparsa dell'insetto che vive in 4 metri quadrati della foresta amazzonica, se ne fregano della biodiversità quando si tratta di esseri umani o, peggio ancora, di cultura. Allora la tutela della diversità si trasforma in obbligo di cancellare questa diversità. Meticciato obbligatorio, culture unificate. Difendiamo il pomodoro di Pachino e cancelliamo l'uomo italiano. D'altronde, ci spiegano le tv di regime, gli italiani fanno sempre meno figli (magari perché i soldi vanno ai migranti) e diventa dunque indispensabile favorire l'invasione per avere a disposizione nuovi schiavi da sfruttare. E l'odio del politicamente corretto nei confronti dell'ambiente reale si nota anche nella censura generale riguardo al premio Acqui Ambiente che viene promosso da un Comune non allineato politicamente. I premi, a volte, vengono assegnati a personaggi discutibili (quest'anno a Calabrese), a dimostrazione di una onestà intellettuale che prescinde dagli schieramenti. Ma al politicamente corretto non basta. Il premio è ignorato dell'assessore regionale all'ambiente (che non si sa cosa faccia, in realtà), viene ignorato dall'assessore alla cultura (si tratta di libri) e viene ignorato dal Salone del libro di Torino che raggruppa premi e manifestazioni culturali di tutta Italia, purché di parte giusta. Ma diventa difficile criticare la sinistra faziosa quando i comuni guidati dal centro destra fanno esattamente la stessa cosa. Quanti sono quelli che hanno proposto un gemellaggio con la manifestazione di Acqui? Quelli che hanno presentato i libri premiati all'Acqui Ambiente e all'Acqui Storia? La capacità di far sistema è pari a zero. A cominciare dalla confinante Liguria che, sul fronte culturale, non è cambiata molto con il successo di Toti e del centro destra. Magari, invece di vantare i successi ottenuti in qualche piccolo Comune della Penisola e delle Isole, si potrebbe alzare lo sguardo e pensare a collaborare

martedì 13 giugno 2017

Per governare servirebbe il pensiero. Troppo pericoloso

Il bollito di Arcore assicura che l'elemento trainante del centro destra resta Forza Italia. Anche alle amministrative. Le sue badanti, evidentemente, non gli hanno spiegato il ruolo fondamentale delle liste civiche. Che, dal nord al sud, hanno conquistato spazi sempre più estesi, occupando le praterie lasciate libere dall'incapacità dei partiti tradizionali. Ciò nonostante l'astensione viaggia sempre intorno al 40% e questo evidenzia i limiti di una politica affidata alle civiche ed all'iniziativa individuale di qualche personaggio che, in aree particolari, compie veri e propri miracoli. Perché tali sono gli exploit che caratterizzano varie formazioni in città diverse. Così Cp conquista, in alleanza con un'altra lista, l'8% a Lucca mentre altrove veleggia intorno all'1-2% quando non scende anche al di sotto. E Fdi ottiene ad Asti una percentuale clamorosa che non viene ripetuta in altre città dello stesso Piemonte. Sono successi politici o successi individuali di esponenti particolarmente bravi? Ma al di là dei movimenti, partiti e liste varie, qual è il senso - più ancora del ruolo - dei vari partiti? La partecipazione popolare ha lasciato il posto agli scazzi e alle lamentele sui social. Più facile criticare che impegnarsi, è vero. Ma le strutture di partito (o di movimento, ma è solo una differenza nominale) quanto spazio lasciano alla partecipazione reale degli elettori? Accettati solo se disposti a ruoli di bassa manovalanza. Mai nella fase di elaborazione delle idee, delle proposte. D'altronde le proposte sono sempre più banali. Si procede per slogan, più facili da condividere sui social rispetto a proposte che andrebbero persino lette prima di essere commentate. Mancano le scuole di partito (serie) per preparare la classe dirigente. E ci si ritrova con ministri come Madia, Etruria, Fedeli, Poletti. Forse è proprio quello che si vuole. Scoraggiare la partecipazione per gestire in autonomia il potere o anche solo gli strapuntini nel sottoscala. Senza interferenze di cittadini che vogliono pensare, che osano studiare, che si illudono di proporre. Meglio i sudditi chiamati al voto una volta ogni tanto, e pazienza se all'appello sono sempre in meno a rispondere. Così si possono riproporre ad libitum le solite facce dei soliti noti. Tra una sconfitta ed un successo estemporaneo, sempre gli stessi. Autocondannandosi alla totale irrilevanza, persino in caso di successo. Perché nessuno può credere davvero che le decisioni strategiche di un eventuale governo di centro destra verrebbero prese da Brambilla, Ravetto, La Russa, Tosato, Calderoli, Nastri. Ma lorsignori hanno il terrore di una elaborazione del pensiero che emerga da think tank esterni, da centri studi non controllati. Meglio distribuire un po' di soldi ai soliti amici cambio di 2 paginette facili facili sul nulla.

lunedì 12 giugno 2017

Perde Grillo, ma anche Berlu che sognava l'inciucio

Alle elezioni amministrative il flop dei 5 stelle è evidente. E Chiara Appendino, sindaco di Torino impegnata ad accordarsi con i poteri forti a partire dalla famiglia Agnelli-Elkann ed entourage vari, ha non poche responsabilità dopo gli incidenti nella piazza subalpina. L'immagine di governabilità pentastellata è andata in frantumi mentre il sindaco e consorte erano ospiti degli Agnelli nello stadio di Cardiff. Ma il grande sconfitto non è Grillo, bensì Berlu. Il successo del centro destra in molte città, dal nord al sud, rappresenta la clamorosa sconfessione dei progetti di inciucio di Berlu con il bugiardissimo. Agli elettori l'inciucio non piace. Vogliono un centro destra compatto per governare in prima persona, non per farsi guidare dal bugiardissimo e dal Pd o dai tecnocrati come Draghi che tanto entusiasma il bollito di Arcore. A Berlu non è bastato il grigiocrate Monti, agli elettori sì. E non vogliono ripetere la disastrosa esperienza. Ovviamente il voto amministrativo è molto diverso da quello per le politiche. E i grillini possono tranquillamente ritornare in partita. Soprattutto se il centro destra non riuscirà a proporre un programma di governo credibile e condivisibile. Tenendo conto che il bugiardissimo ha già ottenuto in questa tornata elettorale Il sostegno degli scissionisti di Mdp. E in vista delle politiche riproporrà l'alleanza con tutto ciò che sta a sinistra del Pd, da Mpd di Bersani e D'Alema sino ai gruppi che fanno capo a Pisapia e compagni. In questo scenario il bollito di Arcore dovrà decidere se puntare sulla possibile vittoria, mettendo fine al sostegno che le sue TV assicurano al bugiardissimo, oppure se insistere sulla possibile alleanza - ma in posizione subordinata - proprio con il bugiardissimo. Insistendo con l'appoggio delle TV Mediaset affidate a Piersilvio e con quello di Mondazzoli sotto la guida della figlia Marina. Ma anche a destra di Berlu occorrerà confrontarsi con la realtà. Prendendo spunto da ciò che è successo in Francia. Marine Le Pen ha perso perché ha sbagliato campagna elettorale. Ha puntato troppo sull'uscita dall'euro e dall'Europa, mentre i francesi volevano risposte sull'invasione e sull'economia famigliare. E lo stesso è avvenuto in Gran Bretagna dove il laburista Corbyn, considerato un perdente incapace, ha compiuto una grande rimonta puntando su una riforma economica e sociale in netto contrasto con il pensiero unico obbligatorio che  vuole povertà e sfruttamento. Corbyn ha stravinto tra i giovani. Un segnale chiaro per le opposizioni in Italia. Che dovranno anche trovare il modo per far conoscere le proprie proposte, se mai riusciranno a formularne una.

venerdì 9 giugno 2017

Ingovernabilità sintomo della divisione in ogni Paese

Anche la Gran Bretagna alle prese con l'ingovernabilita' post elettorale. Un dato che preoccupa gli oligarchi di ogni Paese, impegnati ad individuare meccanismi di voto che assicurino il governo è la maggioranza anche solo con il 20% dei consensi. Ci stanno spiegando che la democrazia è un sistema antiquato, che non risponde più alle esigenze del mondo attuale, della modernità. I popoli possono avere il diritto di giocare con le urne, indicando partiti e candidati preferiti, ma poi bisogna lasciar spazio agli oligarchi, gli unici che possono governare perché sanno cos'è il bene e cos'è il male. Per il Paese? No, ovviamente. Per loro. E allora assistiamo al lavoro di alchimisti in erba, di aspiranti stregoni, impegnati nella ricerca della pietra filosofale in grado di trasformare un piccolo gruzzolo di voti in una maggioranza stabile. Perché ogni inciucio comporta una spartizione di potere e gli oligarchi soffrono quando devono spartire ciò che è loro per diritto divino. Nessun interesse, ovviamente, per il significato reale di questi voti sempre più complicati in ogni parte del mondo. Perché sarebbe fastidioso ammettere che ogni società diventa sempre più divisa e sempre meno coesa. Interessi contrapposti, timori, rabbia, frustrazione, mancanza di fiducia nelle classi dirigenti e nel futuro. Ognuno cerca una via di fuga, un'uscita di sicurezza. Non sono convincenti i conservatori della May, non sono convincenti i laburisti di Corbyn. Ma vale in Italia con il bugiardissimo e con Berlu, vale in Francia ed in Spagna. Schieramenti intercambiabili perché legati alle oligarchie finanziarie ed economiche che hanno distrutto ogni Paese. Si vota, quando si decide di andare a votare alzandosi dalla poltrona, a casaccio. Per disperazione. Programmi irrealistici, che non convincono. Oppure banali e del tutto inadatti a cambiare la situazione. E candidati indecenti, riesumati da un oblìo che rappresentava la condanna per anni di fallimenti e di comportamenti inaccettabili. Oppure imposti dai vertici dei partiti per premiare servilismo, omertà, complicità. Ma ciò che è più grave è la totale mancanza di voglia di cambiare una simile situazione. Così si marcia verso voti sempre più frammentati e con urne sempre meno frequentate. Nella convinzione che, comunque vada, nulla cambierà e gli oligarchi si accorderanno per spartirsi ciò che resta

giovedì 8 giugno 2017

Le Trumpate nel Golfo rianimano Putin

Putin sta attraversando un momento di difficoltà sullo scenario internazionale, ma per fortuna del capo del Cremlino ci sono sempre le Trumpate a migliorare la situazione. Il presidente americano è andato in Arabia Saudita a vendere montagne di armi e ha scatenato il fronte sunnita contro il sunnita Qatar e contro l'Iran sciita, additando Teheran al mondo come il nemico principale. E, guarda la coincidenza, l'Isis ha subito provveduto a colpire Teheran, tanto per evidenziare da chi prende ordini. Ora Trump sta tentando di fare marcia indietro sul Qatar, dove gli Stati Uniti hanno basi militari fondamentali. In cambio il presidente americano chiede "solo" la rottura dei rapporti con l'Iran. Peccato che Qatar e Iran abbiano appena iniziato a lavorare insieme per lo sfruttamento di un mega giacimento di gas. E in tutto questo scenario riemerge Putin. Che, in Siria, stava cercando di allentare i rapporti con Teheran in nome di una spartizione del mondo con Washington. Invece, dopo l'attentato, Putin si è precipitato a solidarizzare con il governo iraniano. Infastidito anche dai nuovi attacchi criminali degli USA ed alleati vari contro le truppe regolari siriane, con decine di morti di cui nessuno ha parlato. In Siria, inoltre, si stava sfaldando la precaria alleanza tra Russia e Turchia che stava tornando sotto l'ala americana. Invece, dopo le minacce saudite contro il Qatar, Erdogan ha offerto proprio al disarmato Qatar l'invio dei soldati turchi per proteggere l'emirato da eventuali aggressioni saudite. Così la Turchia, grazie alle Trumpate, si è ritrovata dalla stessa parte dello schieramento con la Russia e con lo storico rivale iraniano. Un gioco pericoloso, quello di Trump. D'altronde i miliardi non garantiscono la capacità di comprendere il mondo. Così come, in Italia, un incarico da ministro dell'Istruzione non tutela dall'ignoranza. Almeno evitiamo di stupirci se, con questa classe politica, veniamo esclusi da ogni iniziativa di livello internazionale

mercoledì 7 giugno 2017

Ius Soli, per evitare di dover espellere terroristi e spacciatori

Finalmente abbiamo anche il terrorista dell'Isis italiano. Italo-marocchino in realtà. Ma uno dei terroristi che hanno attaccato Londra aveva comunque anche la cittadinanza italiana. Dunque non poteva essere espulso benché sospettato di essersi avvicinato all'Isis. Nel suo caso, avendo una madre italiana, non c'era neppure bisogno dello Ius soli, il demenziale principio di sradicamento che il parlamento italiano si appresta ad introdurre grazie al centro sinistra ed ai grillini. Dunque tutti italiani, basta nascere qui o arrivare da bambini. Dopodiché si può fare di tutto senza più rischi di venire cacciati. Non che le istituzioni italiane si siano impegnate più di tanto, sino ad ora, per far rispettare le leggi ed in particolar modo i decreti di espulsione. Così una grande risorsa in arrivo dall'Africa ha potuto rapinare e poi sequestrare un ragazzino ad Omegna (Piemonte del Nord) e, quando è stato arrestato si è scoperto, nell'ordine, che proveniva da un Paese dove la guerra non c'è, che era appena stato fermato ed immediatamente rilasciato per spaccio di droga e  che non era neppure al suo primo inconveniente criminale. Ovviamente era libero di girare per l'Italia. Ce lo chiede l'Europa? No, ce lo chiedono i drogati che si rivolgono allo spacciatore. Di espulsioni neanche a parlarne. Ma con lo Ius Soli non si porrà neppure più il problema. Tutti fratelli. Da mantenere. Liberi di spacciare o di preparare attentati, senza il rischio di essere rimandati a casa loro dove autorità più serie li manderebbero in galera e senza troppi comfort. Per quanto ormai scarica come arma, la prospettiva di espulsione restava ancora un deterrente. Ora scomparirà. Tutti in Italia, a beneficiare di un welfare che è stato pagato dai genitori del ragazzino derubato e sequestrato ad Omegna. Ma a beneficiarne sarà il suo aguzzino

martedì 6 giugno 2017

Le piazze della politica riservate ad Alfano

La prossima campagna elettorale vedrà le piazze riservate esclusivamente ai comizi di Angelino Alfano. Dopo il disastro di Torino le istituzioni varie vogliono evitare assembramenti eccessivi in luoghi privi di adeguate possibilità di controllo e di facili vie di fuga. Considerando che la piazza di Torino dove si sono verificati gli incidenti dispone di 6 strade da cui scappare, è evidente che la maggior parte dei luoghi canonici dei comizi politici verrà cancellata dai tour elettorali. Con l'eccezione, appunto, del mini partito di Alfano che, considerando il seguito di cui dispone, non creerà problemi di affollamento. Sarà sufficiente un marciapiede per accogliere i fans entusiasti di chi, come ministro dell'interno, ha favorito l'invasione. Che, evidentemente, ha cambiato la vita degli italiani e non in meglio. O forse in meglio ma solo per chi gestisce l'Italia. Per chi ha potuto cancellare i diritti dei lavoratori abbassando anche i salari. E per chi, ora, potrà gestire la campagna elettorale evitando scomodi confronti diretti con i sudditi. Basta con i comizi nelle piazze, basta con le manifestazioni popolari. La campagna elettorale si farà solo in tv, sui giornali, per radio, sul web. Senza spiacevoli rischi di contestazioni, di proteste. Tutto cancellato in nome della sicurezza. Qualche comizio in teatri costosi ed iper controllati. Ma nulla di più. Non sono le bombe a far paura al potere, sono i sudditi che pretendono di tornare ad essere cittadini. E poi sarà mica colpa del potere se le opposizioni non sono state in grado di dotarsi di un adeguato sistema di comunicazione. Se i soldi dei partiti sono serviti per acquistare case e palazzi, invece di giornali e tv. Se sono tenuti fermi in fondazioni che foraggiano gli amici invece di finanziare strutture efficienti di contro informazione con radio e web. Ed ora chi ha bloccato questi fondi chiede agli elettori di impegnarsi per garantire la rielezione dei responsabili di questi comportamenti inaccettabili. Mentre il potere, quello vero, utilizzerà sempre di più la vigliaccheria ed il terrore per aumentare il controllo dei sudditi. Cancelliamo anche il voto, per evitare pericolosi assembramenti ai seggi.

lunedì 5 giugno 2017

Il re è nudo. Lo smaschera l'idiota che ha scatenato il panico a Torino

L'idiota che, a Torino, ha scatenato il panico tra i tifosi juventini provocando 1.500 feriti (grazie anche alla tolleranza politicamente corretta delle istituzioni che perquisiscono i cittadini e lasciano passare i venditori abusivi, italiani e stranieri, di birra in bottiglie di vetro) ha avuto il grande merito di smascherare l'ignobile bugia di chi sostiene che il terrorismo non cambierà le abitudini degli europei. Le ha già cambiate. Basta un idiota con uno zainetto per provocare il terrore. E ormai i voli sulle brevi distanze sono stati soppiantati dai treni perché i controlli esasperanti negli aeroporti obbligano ad anticipare la presenza negli scali, vanificando i risparmi di tempo dei voli. Andare allo stadio, ad un concerto, ad una festa di piazza è diventato un fastidio costante, al di là dei pericoli reali che restano pochi. In compenso la tolleranza assoluta nei confronti delle grandi opportunità favorisce l'arroganza di chi crede di aver diritto a tutto (dall'alloggio gratuito al lavoro, dal viaggiare gratis alla precedenza per i propri figli alla scuola materna) solo perché una onlus di filantropi l'ha scaricato sulle coste italiane. Intanto, grazie allo sbarco dei nuovi schiavi, la concorrenza per un lavoro diventa sempre più agguerrita e sempre più al ribasso. Retribuzioni di 600 euro per un ingegnere laureato con il massimo dei voti, che conosca perfettamente tedesco e inglese, pronto ad essere sballottato in giro per il mondo, ma con il diritto al buono pasto. Anche questo è un cambiamento imposto dalla continua ondata di migranti. E pazienza se aumentano i disoccupati, i disperati, i poveri assoluti. È il politicamente corretto, bellezza. Cancelliamo la festa per una partita o per un concerto, facciamo crescere rassegnazione, timori, paure. Controlliamo tutto e tutti, a parte le nuove opportunità, ovviamente. Il grande fratello deve sapere tutto di noi, poi lascia in libertà spacciatori e scippatori. Ma guai a lasciare l'auto parcheggiata oltre l'orario di scadenza del parchimetro

giovedì 1 giugno 2017

Il 5% terrorizza i moderati e apre nuovi scenari

Per una volta, una sola, il bugiardissimo ha ragione. Ha infatti spiegato ad Angelino Alfano che un partito che ha governato per anni non può aver paura di non raggiungere il 5% dei voti. E visto che il partitino di Alfano non arriverà neppure a sfiorare la soglia di sbarramento, significa  che il pessimo ministro ha sbagliato tutto. Ha tradito non tanto il suo Pigmalione, Berlu, ma soprattutto gli elettori. Quelli che erano convinti che definirsi Nuovo centro destra volesse dire stare nel centro destra, non nel centro sinistra. Invece Alfano - così come Cesa, come Verdini, come Tosi e troppi altri - ha preso i voti da una parte e li ha portati sul fronte opposto, regalandoli al bugiardissimo in cambio di poltrone. Perché mai un elettore del centro destra dovrebbe preferire ancora la banda di Alfano e compari? Un'accozzaglia con Parisi, con i resti di Sciolta civica. Così si assisterà al corteo di penitenti in pellegrinaggio verso Arcore, con il capo cosparso di cenere e un agnellino al guinzaglio. Il trionfo del bollito Berlu che ha tentato anche di far alzare la soglia di sbarramento. Con il 5% Fratelli d'Italia si troverà a dover scegliere se correre in solitudine, rischiando la totale esclusione, oppure se confluire in una lista unica con la Lega di Salvini. In questo secondo caso, Berlu potrebbe porsi come alternativa moderata alla lista populista-sovranista. Concedendo qualche strapuntino, dentro Forza Italia, ai vari Lupi, Costa e penitenti vari. Strapuntini che salverebbero i singoli, cancellando ogni alternativa in ambito moderato. Dipenderà anche dalle strategie di Fitto. Se il leader pugliese di Direzione Italia andrà a Canossa, rinuncerà ad un futuro politico, accontentandosi di un futuro personale in seconda o terza fila. Oppure potrebbe accordarsi con Salvini e Meloni, scegliendo di rappresentare l'ala moderata dello schieramento sovranista-populista. Il tragico è che, per una volta, tutta quest'area dovrà decidere rapidamente. Un compito sovrumano per chi è abituato a non scegliere mai

mercoledì 31 maggio 2017

Al voto, ma con una classe dirigente diversa

Si procede verso elezioni anticipate per poter avere le mani libere, dopo il voto, per una colossale stangata contro i sudditi italiani. Ce lo chiede l'Europa. Anzi, lo ordina. E i servitori che sgovernano l'Italia sono pronti a distruggere definitivamente il Paese. Chi si assumerà il ruolo di boia? L'accoppiata Berlu-Bugiardissimo. In nome della governabilità, del fronte comune contro i grillini. La giustificazione è che non si può affidare l'Italia a dilettanti allo sbaraglio come quelli che proporrebbe Grillo (i boia hanno anche capacità divinatorie e sanno in anticipo i candidati altrui). È la stessa logica utilizzata dai giornalisti di regime per demolire ogni potenziale alternativa sovranista e populista. Peccato che, quando si affronta il problema dei livelli delle nuove potenziali classi dirigenti, ci si dimentichi di ricordare a chi è stato affidato il potere in questi anni. Davvero qualcuno è convinto che le opposizioni non possano offrire qualcuno di meglio rispetto a Maria Elena Etruria? Un ministro migliore di Franceschini? Di Madia? Un ministro economico che, a differenza di Padoan, conosca la realtà dei costi che gli italiani devono sopportare ogni giorno? Qualcuno crede che non si possa proporre un ministro degli Esteri meno assurdo di Alfano? O, per passare dal Renzusconi al mondo di Berlu, qualcuno è onestamente convinto che i politici migliori siano quelli usciti dall'harem di Arcore? I reggicoda imposti dal sultano bollito non possono avere concorrenti migliori? Indubbiamente le destre hanno fatto di tutto per sembrare inadatte ed inadeguate. Al di là della squallida vicenda di Fini, i ministri e sottosegretari messi in campo hanno offerto uno spettacolo indecoroso. Ma si può (e si deve) cambiare. Si può individuare facilmente una nuova classe dirigente che sia meno disastrosa di Boldrine, di Poletti, di Martina, di Pinotti. Certo che se si preferisce insistere sui soliti noti, diventa difficile conquistare un briciolo di credibilità

martedì 30 maggio 2017

L'Europa terrorizza Russia, USA, India e Cina. Sui media italiani

I resoconti dei media italiani sulle questioni di politica estera sono, probabilmente, i migliori esempi di comicità scritta e televisiva. Non solo quando il leccaculismo impone di raccontare i moniti di Gentiloni alla Corea del Nord. Imperdibile perle di umorismo involontario, con gli italiani che scoprono il terrore del caro leader coreano di fronte agli avvertimenti del presidente del Consiglio e magari anch di Mattarella. La Corea del Nord, di fronte a questi fermi avvertimenti, sta pensando al disarmo unilaterale e alla consegna del caro leader ai tribunali internazionali. Va beh, la disinformazione di regime italico impone queste sceneggiate. Ma c'è anche la disinformazione imposta dal politicamente corretto europeo. E allora scopriamo il terrore di Putin di fronte alle ferme e vibranti minacce di Macron a proposito di eventuali interventi militari francesi in Siria contro Assad o in Cecenia per difendere i gay. Putin si è spaventato e ha promesso di offrire a Luxuria il ruolo di primo ministro russo. Senza dimenticare il terrore di Trump per gli avvertimenti di Merkel sul commercio. O l'entusiasmo di Cina e India, improvvisamente alleate nel sostegno a Merkel ed alla Germania. Si può sorvolare sul riarmo indiano ai confini con la Cina, un particolare irrilevante a fronte dell'omaggio a Merkel. Sarebbe interessante capire se questo pessimo giornalismo è la conseguenza di una ignoranza dilagante o se è semplicemente un esempio di servilismo senza dignità

lunedì 29 maggio 2017

Merkel vuole più Europa. Quella politicamente corretta?

Merkel non si fida più degli Stati Uniti e spiega che l'Europa dovrà fare da sola. Bene, brava, bis. Come darle torto sulla necessità di scrollarsi di dosso il peso del colonialismo americano che dura dal 1945? Non è solo l'effetto della presidenza Trump, però. È proprio il rapporto con gli Stati Uniti ad essere basato su presupposti inaccettabili. Ma qual è l'Europa che dovrebbe fare da sola? Quella dei Rotschild rappresentati da Macron? Quella della Troika che ha affamato la Grecia con la complicità di Tsipras? Quella che, in nome del libero commercio di prodotti alimentari avvelenati, strangola le produzioni italiane? L'Europa che, per fregare l'Italia, agli ordini della Clinton ha distrutto la Libia con i bombardamenti franco-inglesi e la complicità del governo Berlusconi? Qual è l'Europa che deve far da sola? Quella che, in nome del politicamente corretto, favorisce l'invasione senza limiti per distruggere l'identità dei popoli europei ed azzerare le classi medie, eliminando diritti e cancellando retribuzioni dignitose? È l'Europa di Gentiloni che china il capo di fronte agli ordini di Trump, dopo essersi schierato per la Clinton in modo vergognoso? È l'Europa che difende l'ambiente regalando soldi alle mafie che gestiscono le energie alternative e riversano i rifiuti nel sottosuolo? È l'Europa dei banchieri o è quella dei popoli? È l'Europa che cerca un ruolo nel mondo o è quella degli intellettuali radical chic che, a Cannes, premiano un film sul terrorismo che, però, non descrive un attentato dell'Isis o di Al Qaeda ma di un inesistente gruppo neonazista? Ecco, di fronte ad una scelta come quella di Cannes, dove si ha persino paura di girare un film sul terrorismo vero per non urtare la suscettibilità degli assassini, il dubbio sulle possibilità di questa Europa diventa gigantesco

venerdì 26 maggio 2017

Grande coalizione e via i partiti minori

Se i politici italiani impiegassero per rilanciare il Paese un decimo del tempo che occupano per individuare il sistema elettorale più adatto a fregare la concorrenza, l'Italia non sarebbe in crisi. I furbetti delle urne, invece, non riescono ad andare al di là della contingenza elettorale. Meglio un sistema che, come spiega D'Alema, consentirà al bugiardissimo di salvare Alfano in qualche collegio siciliano, eliminando però il mini partito del dimenticabile ministro, oppure meglio un proporzionale puro con sbarramento al 5% che toglierebbe di mezzo tutti i partitini? Di programmi, ovviamente, non si parla, solo di trucchi da esperti giocatori delle tre carte. Però le discussioni sul voto servono anche ad indirizzare i consensi. Perché sprecare il voto con la formazione di Bersani e compagnia se non arrivano al 5% e, dunque, i voti sarebbero persi? Perché votare Fratelli d'Italia se i sondaggi indìcano il partito della Meloni al di sotto della soglia di sopravvivenza? Solo voto utile. E non importa quanto siano credibili i sondaggi italiani, perennemente smentiti dalle urne. L'importante è condizionare il voto. Spostando i consensi della sinistra verso il Pd del bugiardissimo e spostando i consensi per i Fratelli d'Italia verso il nulla assoluto berlusconiano al Sud e verso Salvini al Nord. Per poi demonizzare Salvini e giustificare l'ammucchiata tra Berlu ed il bugiardissimo. Così sparirebbero dalla scena i cespugli, i verdiniani, gli sciolti civici, le alleanze popolari, i fittiani di Direzione Italia che, tanto, dalla scena sono già scomparsi per manifesta incapacità di individuare la direzione da prendere e di comunicarla al colto e all'inclita. Uno scenario semplificato. Da un lato la grande e maleodorante coalizione tra il bugiardissimo, Berlu e qualche belato brambilliano. Dall'altro i movimentati a 5 stelle. Con Salvini all'inferno, massacrato quotidianamente dalla stampa e dalle TV di regime. Senza possibilità di replicare, tra social censurati boldrinianamente e mancanza di informazione propria. Avanti di corsa, verso il baratro

giovedì 25 maggio 2017

Il popolo dei gessetti non ferma l'Isis nelle Filippine

Il popolo dei gessetti colorati è sempre ricco di novità fondamentali per combattere il terrorismo. Ora ha ideato i palloncini colorati. E ha chiarito ai terroristi di non illudersi: non avranno l'odio del popolo dei gessetti, dei palloncini, dei fiorellini e delle candele. L'Isis si è immediatamente spaventato di fronte a questa presa di posizione ferma e risoluta. Così, per difendersi dall'offensiva dei gessetti, i terroristi hanno dovuto occupare una città di 200.000 abitanti nelle Filippine. Sgozzando un po' di cristiani, nella totale indifferenza di monsu Bergoglio che ha ben altro di cui occuparsi. Ad esempio deve occuparsi di piazzare ai vertici della CEI un altro sostenitore delle migrazioni e della distruzione delle radici italiane ed europee. Questi sì che sono i veri problemi di monsu Bergoglio, mica i cristiani ammazzati in giro per il mondo o le chiese bruciate. Ma anche sull'altra sponda del Tevere si procede nella medesima direzione. Prima si regalano ai libici, a spese dei contribuenti italiani, le motovedette per fermare i barconi dei migranti. Poi ci si indigna se i libici provano a fermarli e si esulta perché le navi dei filantropi sono riuscite a fregare i libici e hanno portato sulle coste italiane altre centinaia di nuovi schiavi. Pronti per essere sfruttati nelle industrie degli imprenditori illuminati o dalle cosche mafiose. Mentre le fondazioni bancarie trovano i fondi per gli alloggi destinati agli stranieri ma non per accogliere gli italiani sfrattati dalle banche.

mercoledì 24 maggio 2017

La Grecia alla fame, ma il Pil cresce più di quello italiano

Chi pensa che il Pil sia un indicatore reale della ricchezza di un Paese dovrebbe osservare ciò che sta succedendo in Grecia. Le stime di crescita del Pil sono state riviste al ribasso, dal 2,7% all'1,8%. In pratica il nuovo tasso di crescita è comunque doppio rispetto a quello italiano. Dunque, secondo i dati, Atene sarebbe in ripresa. Non una grandissima ripresa ma comunque sufficiente per garantire ottimismo e fiducia. La realtà, invece, peggiora giorno dopo giorno. In sette anni le pensioni si sono ridotte ad un terzo (a volte anche meno) rispetto al periodo che ha preceduto la crisi. I greci hanno l'euro ma devono sopravvivere con assegni pensionistici di 500-600 euro. Ed ora il governo del compagno Tsipras, per obbedire ai figli di Troika, taglierà ancora. È l'austerità, bellezza. Il rimedio doloroso ma inevitabile per il rilancio, secondo personaggi come il grigiocrate Monti o come Elsa la belva. Peccato che la povertà cresca e il rilancio non si veda. Chiudono i negozi (un quarto e' già sparito), le piccole industrie se ne vanno a produrre all'estero. D'altronde perché produrre in Grecia se il mercato interno non è in grado di assorbire la produzione? Certo, l'estate in arrivo porterà frotte di turisti alla ricerca di prezzi bassi e di luoghi ignorati dai terroristi. Ma l'estate non dura 12 mesi ed i greci hanno la pretesa di sopravvivere anche nei periodi privi di turisti. L'errore sarebbe quello di guardare alla Grecia come ad un caso isolato, quando invece è solo il Paese test dove sperimentare le politiche da imporre poi ad altri Paesi, a partire dall'Italia. E se la Grecia appare ormai quasi rassegnata alla povertà, con le manifestazioni di protesta che perdono di intensità proprio perché ci si rende conto che tutto è inutile di fronte al tradimento di Tsipras, in Italia è ancora più facile, con un popolo di pecore felici di andare al macello

martedì 23 maggio 2017

Isisi festeggia a Manchester l'accordo tra i sauditi e Trump

L'attentato di ieri sera a Manchester è la risposta più esplicita alle scemenze di Trump e famigliari vari dette in Arabia Saudita prima e in Israele dopo. I baci e abbracci, insieme alle mega forniture di armi ai sauditi, servono solo a rafforzare la dinastia responsabile -insieme agli Usa - della nascita e della crescita del terrorismo islamico. Prima Al Qaeda e poi l'Isis. Così mentre la famiglia Trump, con genero annesso, si impegnava a minacciare l'Iran ed il mondo sciita (che non ha mai organizzato attentati in Europa o in America), il terrorismo legato ai sauditi ammazzava senza problemi in Inghilterra. Ma a Trump interessa solo la vendita di armi, ed i sauditi hanno i soldi per comprarle. Rafforzare l'Arabia per spazzare via non solo l'Iran, ma anche i siriani e, soprattutto, i russi. La rinnovata amicizia tra Stati Uniti e sauditi rappresenta il via libera al terrorismo dell'Isis. Alla sua legittimazione. Non più come Stato Islamico tra Siria ed Iraq, ma come centrale di terrorismo diffuso e, dunque, più incontrollabile. Magari si offrirà ai terroristi una base nello Yemen, una volta che siano stati eliminati i combattenti locali filo iraniani. Nella logica della sostituzione etnica, quella applicata già in Italia, si elimineranno gli yemeniti per offrire un territorio ai terroristi in arrivo da ogni parte del mondo. Al servizio dei sauditi che continuano ad essere liberi di bombardare lo Yemen, assassinando donne e bambini nel silenzio dei cialtroni politicamente corretti. Distruggendo ospedali senza che Gino Strada organizzi manifestazioni di protesta. Senza scuotere la coscienza di Boldrine e Mogherini. L'importante è che le bombe sganciate dai sauditi vengano acquistate dagli Usa o dall'Italia

lunedì 22 maggio 2017

Berlu, l'uomo che sostiene le scissioni a destra

Mancava solo il partito animalista della Brambilla nella saga degli errori e degli orrori di Berlu. Un partito che, secondo il bollito leader di Forza Italia, potrebbe persino conquistare il 20% dei voti alle elezioni. E sommando i consensi previsti da Berlu per Forza Italia, quelli della Lega, dei Fratelli d'Italia, i 5 stelle, il Pd e le sinistre varie, si arriverebbe intorno al 140%. Ma sono quisquilie, per il bollito. Sempre pronto a svendere amici ed alleati in cambio di qualche favore personale o per le sue aziende. E le destre che non vogliono rinunciare ad una alleanze con il sultano di Arcore, dovrebbero andare a leggere l'ultimo libro dello storico Parlato, sulla Fiamma dimezzata. Scoprirebbero che in occasione della scissione di Democrazia Nazionale dal MSI i soldi agli scissionisti non sono arrivati dalla Dc, ma da un giovane imprenditore milanese: Silvio Berlusconi. Da sempre impegnato, evidentemente, nell'impedire una crescita di ciò che stava a destra. Un giochino che si è ripetuto negli anni, anche negli ultimi anni, con gli aiuti a chi si impegnava a spaccare il fronte sovranista, alternativo. Davvero un grande alleato. Uno che ha sempre utilizzato Canale 5 per far la guerra ai propri alleati, che ha sempre utilizzato Mondadori per sostenere i teorici avversari e che ora rafforza il giochino con Mondazzoli. Qualcuno si fida ancora?

mercoledì 17 maggio 2017

50 miliardi per i poveri, ma spariscono

I quotidiani di servizio aprono oggi con la notizia fondamentale delle lacrime di mamma Renzi preoccupata perché il suo bambino bugiardissimo, nella veste di statista, sgridava il padre per la vicenda delle intercettazioni telefoniche.  Come se il pupo non sapesse che il telefono era intercettato. Ma se i giornalisti di servizio si dedicano ai drammi famigliari del leader del Pd, gli italiani dovrebbero invece occuparsi dei drammi personali e del Paese. I drammi che emergono dai dati ufficiali del governo e delle sue strutture. Dunque, mentre il lattaio Padoan ed il compagno presidente di Confindustria blaterano di ripresa italiana, il Pil del primo trimestre cresce solo dello 0,2%, nonostante due giorni lavorativi in più che avrebbero dovuto favorire un maggior incremento. Al netto dell'inflazione e della crescita dei costi per i migranti (che peggiorano la situazione economica ma drogano il Pil), la crisi è evidente. Ma c'è un altro dato ancora più significativo: negli ultimi 10 anni i poveri italiani sono triplicati mentre un quarto dell'intera popolazione italiana è a rischio povertà. E questo già si sapeva. Ma ciò che forse sfuggiva è che spendiamo 50 miliardi all'anno per contrastare questa povertà. Con risultati inesistenti. Per ogni milione di euro investito, emergono dalla povertà 39 persone. È il record negativo mondiale nel rapporto tra spesa e risultato. Il fallimento delle mancette del bugiardissimo e di tutte le altre misure create e spesso dimenticate. In un Paese serio la magistratura proverebbe a scoprire dove finiscono questi 50 miliardi, chi li intasca. In un Paese serio l'opposizione si sostituirebbe alla magistratura, se questa si ostinasse a non voler vedere. In Italia l'opposizione preferisce occuparsi dell'immondizia non raccolta. Molto più facile, non richiede analisi. Che poi non si saprebbe dove pubblicare..

martedì 16 maggio 2017

Colpevoli quelli che tacciono su mafia e migranti

Il finto stupore con il quale gli organi di disinformazione di massa hanno accolto la notizia del coinvolgimento della Ndrangheta nella gestione dei migranti è la migliore dimostrazione della crisi irreversibile di una categoria professionale. Non è neppure fondamentale capire se si tratta di malafede, di servilismo o di banale incapacità nel comprendere il mondo cirocostante. È il risultato finale ad essere inquietante. Poi ci si può anche dedicare all'ironia sul prete coinvolto nella vicenda, accusato di essere il padre, non spirituale, del ndranghetista che gestiva i migranti. Ma il problema è la continua e crescente censura messa in atto dai disinformatori nei confronti delle notizie relative ai crimini commessi dalle nuove opportunità. La giustificazione, inaccettabile, è sempre la stessa: anche gli italiani delinquono, dunque perché impedire che lo facciano anche gli allogeni? Forse perché la ragazzina violentata a Padova è stata stuprata da un migrante già arrestato per altri reati e mai espulso. E a lei poco importa che ci siano altre ragazze stuprate da italiani, da fidanzati, da mariti. La sua vita è stata rovinata da una persona ben precisa, che non doveva essere in Italia anche perché arrivata da un Paese dove la guerra non c'è e neppure la carestia. Ma questi sono particolari che ai disinformatori buonisti non interessano. Meglio nascondere tutto. Tanto non ne parla neppure monsu Bergoglio. Chissà se troverà il tempo per occuparsi del prete calabrese. Forse sì, per lamentarsi del trattamento gastronomico riservato agli ospiti. Ma della ragazza uccisa nei giorni scorsi da un altra grande opportunità arrivata da un altro Paese senza guerra, Bergoglio ha preferito non occuparsi. Il silenzio dei colpevoli

lunedì 15 maggio 2017

E ora Berlu tifa per Merkel per distruggere il centro destra

Martin Schulz, il kapò che aveva abbandonato il suo ruolo nell'Unione europea per tentare la scalata alla Cancelleria di Berlino alla guida della Spd, incassa una nuova e pesantissima sconfitta. Ancora più grave perché ottenuta nel Nordreno Vestfalia dove i socialisti erano i padroni. Vince Merkel, anzi stravince, recuperando  quasi 20 punti rispetto ai sondaggi di due mesi fa. E nel parlamento regionale entra anche Afd, con un risultato non esaltante, inferiore al 10%. Su queste basi appare sempre più scontata la rielezione di Merkel alle politiche autunnali. E Berlu, dopo aver osannato il banchiere Macron, non ha perso tempo per precipitarsi a baciare la pantofola a quella Merkel che, con Sarkozy, lo aveva pesantemente e volgarmente irriso all'epoca del Berlu presidente del Consiglio. Un omaggio, quello del leader di Forza Italia, del tutto fuori luogo e accompagnato, per di più, dalle solite errate analisi sulla questione italiana. Le destre sovranisti italiane, secondo l'imbolsito sultano di Arcore, penalizzano i moderati e impediscono il successo del centro destra. Peccato che i "sovranisti " abbiano, insieme, molti più elettori dei moderati. Dunque è Forza Italia a frenare l'area. E la moderazione predicata da Berlu è quella che ha portato il ceto medio italiano, quello a cui si rivolge il messaggio moderato di Berlu, al progressivo impoverimento, alla precarietà, alla mancanza di speranze. Perché mai non dovrebbe arrabbiarsi, il ceto medio? Perché dovrebbe essere moderato? Solo per consentire la rielezione delle preferite del sultano di Arcore? Un po' poco per vincere.

venerdì 12 maggio 2017

L'Ue boccia Padoan e imprenditori italiani

Non bastano le menzogne del lattaio Padoan e neppure quelle di qualche associazione imprenditoriale: per la Commissione europea la ripresa dell'economia italiana è una bufala. Non importa se il Pil crescerà dello 0,9%, come sostiene la Commissione, o dell1,1% come promesso dal governo e dagli imprenditori che lo sostengono. Al netto della crescita dell'inflazione, infatti, siamo in presenza di una totale assenza di crescita se non una decrescita. Tutto il resto sono fake news spacciate per analisi economiche. E non andrebbe dimenticato che la crescita teorica del Pil sarebbe anche sostenuta dai quasi 5 miliardi stanziati per l'accoglienza dei migranti. Soldi a cui vanno aggiunti i costi per sanità, edilizia pubblica, scuola, giustizia legati ai nuovi ingressi. Soldi che gonfiano il Pil ma non sono produttivi. Non fanno crescere l'Italia i 35 euro giornalieri pagati ai professionisti dell'accoglienza per ogni migrante. Ma i disinformatori di professione spiegano che la mancata crescita è dovuta alle incertezze sulla nuova legge elettorale. Non alla mancanza di un progetto economico, non alla mancanza di una politica industriale, non alla mancanza di coraggio e di  lungimiranza di una classe imprenditoriale che è attenta solo al politicamente corretto invece di occuparsi della propria azienda e dei propri lavoratori. Non basta favorire l'arrivo di nuovi schiavi con la speranza di abbassare ulteriormente salari e cancellare i diritti. Non basta peggiorare le condizioni di lavoro. Servirebbero investimenti, non tagli. Invece tutti ad applaudire la reintroduzione della schiavitu', per poi lamentarsi se gli schiavi non hanno i soldi per acquistare i prodotti. Ma alla fine i conti vanno fatti. E lo 0,9% rappresenta la bocciatura totale delle politiche di Padoan come di quelle di Boccia

giovedì 11 maggio 2017

Il libro boccia Milano e sceglie Torino politicamente corretta

Dopo il flop del salone del libro replicante di Milano (in realtà a Rho Fiera) , la prossima settimana tocchera' alla versione originale, quella di Torino. Che sarà un successo annunciato, almeno come pubblico e copertura mediatica. Uno schiaffo doloroso per i grandi editori che hanno tentato di copiare la manifestazione originaria. E chi è il maggior editore italiano? Marina Berlusconi con la sua Mondazzoli, il grande (come dimensioni) gruppo nato dalla fusione di Mondadori e Rizzoli, con le rispettive galassie di piccoli e medi editori assorbiti nel corso degli anni. Il fallimento dell'edizione milanese è, in realtà, il fallimento della figlia di Berlu. Certo non inatteso, considerando la totale mancanza di lungimiranza sul fronte della comunicazione. Parrebbe un controsenso, considerando che Mondazzoli è il più potente gruppo editoriale. Ma non lo è. Quando si fa riferimento ai più grandi ristoranti italiani si pensa alla cucina di altissima qualità, non ai numeri di Mc Donald o delle mense aziendali. Lo stesso vale per la cultura. Mondazzoli è il primo gruppo in un'Italia che legge sempre meno e sempre peggio. Gli autori sono considerati come dentifrici da vendere ai supermercati. A Torino, invece, andrà in scena la consueta passerella della cultura del pensiero unico obbligatorio, lo show dei compagnucci della parrocchietta, banali ma sostenuti dai media omologati e allineati. La gauche caviar che garantisce visibilità solo ai suoi sostenitori, solo ai suoi accoliti. I media inventeranno una qualità inesistente ma tutti accorreranno per vedere autori di libri che mai leggeranno. E Marina Berlusconi? Continuerà a lottare contro i populisti illudendosi di farsi accettare nei salotti buoni. E continuerà a proporre libri politicamente corretti che verranno snobbati dai media.  Come sempre la politica delle destre risulterà non pervenuta

mercoledì 10 maggio 2017

Quale ONG ha portato in Italia i migranti accusati di terrorismo?

Arrestati alcuni somali, ovviamente profughi e grandi risorse, accusati di essere non solo scafisti impegnati nel traffico di schiavi, ma anche legati a organizzazioni terroristiche. Fantastico, forse non sono loro che ci pagheranno le pensioni. Però proprio loro sono entrati senza problemi in Italia. A bordo di quale nave? Qual è l'Ong di filantropi che ha portato questi signori? E l'altra grande risorsa che ieri ha aggredito una ragazzina? Strano che la magistratura italiana, che si è inventata le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa,  non si accorga che i crimini commessi dalle grandi opportunità siano strettamente legati a chi ha trasportato in Italia veri profughi insieme a veri criminali. Impunità garantita ai trafficanti di schiavi, per far contenti gli inetti imprenditori che non investono in innovazione perché è più comodo reclutare braccia di disperati. Tanto provvede sempre monsu Bergoglio a giustificare gli schiavisti in nome dell'uomo nuovo da costruire, senza cultura (Bergoglio così non rischia confronti scomodi), senza radici, senza legami. Se Marx paventava i rischi della creazione di un esercito industriale di riserva, le nuove oligarchie benedette da Bergoglio esaltano proprio la bellezza di questi eserciti di riserva. Che annientano i diritti di chi lavora, asfaltano i salari, diffondono la povertà. Ma è giusto così. È giusto per gli oligarchi che approfittano della situazione e mandano i figli in giro per il mondo affinché si preparino a guidarlo insieme agli altri appartenenti alla classe dominante senza radici. Ma è giusto anche per chi viene distrutto da questa situazione ma non solo non reagisce e, addirittura, plaude a queste politiche falsamente umanitarie e soltanto mirate allo sfruttamento

martedì 9 maggio 2017

Berlu con Macron ma vuole i voti populisti

Silvio Berlusconi, con la grazia di un elefante in una cristalleria e con lo stile di un ippopotamo con il doppiopetto, irride Marine Le Pen per la sconfitta alle presidenziali francesi e invita Salvini a trarne le conseguenze. E per portarsi avanti elogia anche il toy boy Macron, così come aveva fatto con il bugiardissimo toscano. Ma il sultano imbolsito dì Arcore li ha 11 milioni di votanti come Marine? Assolutamente no, e allora dovrebbe avere il buon gusto ed il buon senso di tacere. Poi, ovviamente, è libero di sostenere l'infante violato dalla professoressa. Lui se ne intende, di minorenni. E le squallide scene di esultanza del tgrenzi5 evidenziano le posizioni della famiglia di Arcore. Posizioni legittime, ma perché mai un'area dovrebbe riunirsi sotto un cappello imposto dal sultano imbolsito? Perché mai chi si dichiara sovranista ed è definito populista dovrebbe accettare un programma politico che mira solo a tutelare la famiglia e le proprietà di Berlu? Sono stati i moderati alla Fillon ed i cagasotto alla Melenchon a favorire la vittoria del banchiere dei Rotschild. E sarà la disinformazione del tgrenzi5 ad impedire il cambiamento in Italia. Certo, le destre prive di propri organi di informazione meritano la sconfitta, ma la meritano anche per la totale incapacità dì staccarsi dal sultano imbolsito e dalla sua corte di incapaci. Il tempo del voto si avvicina e l'abbraccio con la corte di Arcore rischia di essere mortale

venerdì 5 maggio 2017

Le Pen e la fuga degli intellettuali

Domenica la Francia politicamente corretta manderà all'Eliseo il valletto dei Rotschild e della finanza speculativa internazionale. Ma il confronto vero non è quello di domenica, bensì quello di giugno quando i francesi voteranno per le politiche. È in quel caso che si potranno valutare gli effetti della campagna elettorale di Marine Le Pen, al di là della disinformazione messa in campo dai quotidiani italiani e dal Tg5 sempre più squallidamente schierato. Alla Le Pen è però mancato - spiega acutamente Gennaro Malgeri su Formiche- il sostegno esplicito di quegli intellettuali anti sistema che scrivono libri durissimi e documentati contro un potere che sta distruggendo la Francia ma che poi, in campagna elettorale, hanno scelto di defilarsi, di non schierarsi. Una fuga che indubbiamente penalizza Marine che, però, è già proiettata sulle legislative. La durezza messa in campo nel confronto con Macron era una scelta strategica per spiazzare il fronte del centro destra moderato alla Fillon. Marine vuole avere campo libero, vuole rappresentare tutta l'opposizione che non si riconosce in Melenchon o in qualche frangia della sinistra ecologista-antagonista. Lei sola contro il potere. D'altronde non ha alternative, considerando il doppio turno delle legislative che ha sempre penalizzato Fn. Per Marine diventa indispensabile dimostrare che Fillon è poco più di un fantasma utile per garantire il potere di Macron. Quanto agli intellettuali anti sistema, il problema è molto francese visto che, come sa bene proprio Malgeri, il rapporto tra destre italiane e cultura di ogni tipo è da tempo pressoché inesistente. Ma se la fuga degli intellettuali peserà sul voto francese, forse sarebbe il caso che le destre italiane provassero ad interrogarsi sui rapporti con una cultura che dovrebbe avere un ruolo fondamentale per ogni proposta politica

giovedì 4 maggio 2017

Ai filantropi fanno schifo gli anziani italiani

Cento miliardi di euro per spaventare chi vuole abbandonare l'Unione europea. A tanto potrebbe ammontare il conto presentato a Londra per la Brexit. Un conto che, ovviamente, Londra non pagherà  completamente. Ma, in questa fase di inizio delle trattative si gioca a chi la spara più grossa. E poi l'affaire inglese serve a distogliere l'attenzione da altri dossier, a partire da quello greco. Atene, per accontentare i figli di Troika, ridurrà ulteriormente le già basse pensioni. D'altronde gli anziani in piazza sono meno pericolosi rispetto ai giovani eventualmente distratti dallo smartphone. L'importante è che non si sappia in Italia, dove i pensionati affollano le primarie del Pd illudendosi che il bugiardissimo voglia aumentare l'assegno. Ma gli anziani, in Italia come in Grecia, non affascinano i filantropi. Chissà perché. Eppure le foto di vecchiette che rovistano nella spazzatura per recuperare del cibo dovrebbero commuovere i finanziatori delle navi delle ONG che recuperano aspiranti naufraghi direttamente sulle spiagge libiche. Invece niente. I vecchi che arrivano alle casse dei supermercati e sono costretti a lasciare una parte della spesa, perché i soldi non bastano, non piacciono ai filantropi, non piacciono agli speculatori che la disinformazione di regime trasforma in benefattori. Soros, il bandito che ha distrutto i risparmi degli italiani con una mega speculazione ai tempi della lira, è diventato il beniamino di giornali e TV. Ma a Soros i vecchietti non interessano. Meglio occuparsi di tratta di giovani migranti, in ottima salute. I motivi sono chiari a tutti, tranne che ai disinformatori prezzolati ed ai politici tanto corretti.

mercoledì 3 maggio 2017

Il Pd cala nelle regioni rosse, le destre non ne approfittano

I dati delle primarie del Pd sono particolarmente interessanti. Non solo perché sottolineano un calo dei votanti di oltre il 33%, ma perché evidenziano un cambiamento nella composizione geografica e sociale dei votanti. Al di là delle truppe cammellate, si è registrata una netta flessione dei votanti nelle tradizionali regioni rosse. Il Pd renziano assomiglia sempre di meno al vecchio Pci. Continua ad essere maggioritario tra gli anziani, ma ha ormai perso l'egemonia tra gli operai. Un fenomeno che unisce il bugiardissimo italiano con l'uomo di plastica francese, Macron. Espressione, entrambi, di una oligarchia che vuole rafforzare il proprio potere nei confronti dei sudditi e degli schiavi. Con una grande differenza, però. In Francia il voto dei giovani e degli operai premia Marine Le Pen, in Italia si indirizza su Grillo. Ed ora che anche le regioni ed i comuni rossi diventano "contendibili" (orrenda definizione per spiegare che può vincere chiunque), l'incapacità delle destre italiane di intercettare il voto di giovani e di ceti popolari diventa quasi imbarazzante. Mancanza di programmi ma pure di credibilità: un mix perfetto per impedire un successo. E l'alleanza con i moderati centristi sempre proni di fronte al potere degli oligarchi non aiuta di certo. Se le ricette sono sempre quelle dei sacrifici per ceto medio e classi popolari, per tutelare imprenditori incapaci, i voti continueranno a prendere altre strade

martedì 2 maggio 2017

Hanno fatto i funerali al lavoro

Primo maggio di festa per il lavoro. Lo si è visto bene a Torino, con gli ormai inevitabili scontri diventati quasi una routine. Ma scontri ci sono stati un po' ovunque nel mondo, da Parigi dove la sinistra che ha incoronato Macron non sa come gestire i problemi dei lavoratori, sino alla Corea del Sud, quella tanto amata da Trump perché pratica lo sfruttamento dei lavoratori. Persino Mattarella, ed è tutto dire, si è accorto che il lavoro rappresenta un problema. Poco e sottopagato. Per questo bisogna inventarselo, magari trasformandosi in negrieri che recuperano, a pagamento, gli schiavi sulle coste libiche. Oppure spacciando droga, scippando, chiedendo l'elemosina agli ingressi dei supermercati. Un modo curioso per pagare le pensioni agli anziani italiani. Programmi alternativi? Inesistenti. Le prospettive sono quelle di redditi di povertà, di inclusione, di cittadinanza. Ossia mance che consentano di sopravvivere alla meno peggio. Ma con le cifre proposte non si acquistano prodotti italiani, troppo costosi. E si distrugge ciò che ancora esiste dell'economia italiana che ancora resiste. Intanto, però, bisogna festeggiare il primo maggio. Obbligando i bambini ad intonare nelle piazze canzoni politicamente corrette, nel l'indifferenza generale. L'importante è che non si parli di disoccupazione, di sfruttamento, di lavoro. Si festeggia per nascondere i problemi. E si marcia sempre meno compatti dietro bandiere che non rappresentano più nulla, dietro a striscioni ipocriti e senza alcun significato. Cortei funebri.

lunedì 1 maggio 2017

Il Pd perde 1 milione di voti, ma non si dice

Due milioni di votanti alle primarie del PD. Un grande risultato? Indubbiamente 2 milioni di persone non sono pochi. Ma il trionfalismo della disinformazione di regime sembra davvero un po' eccessivo. Nel 2013 i votanti erano stati 3 milioni. Dunque, dopo 3 anni di governo, il PD è riuscito a perdere un  terzo dei propri sostenitori. Non male come risultato. Ovviamente gli scissionisti che fanno capo a Bersani e D'Alema non possono illudersi di rappresentare integralmente quel milione di rinunciatari. Poi possono aver influito i ponti o, semplicemente, la disillusione. Neppure le opposizioni, però, possono gioire troppo. Non i 5 stelle che, con i voti online, scelgono i candidati sulla base di pochissimi contatti. E non le destre e centrodestre assortite che evitano accuratamente ogni confronto con la propria base. Candidati imposti dall'alto, spesso con l'intervento del sultano di Arcore pronto a distruggere ogni alleanza pur di farsi i propri affari. Come sta avvenendo in Sicilia, dove Berlu cerca strade per arrivare agli accordi con il Pd renziano. Per il sultano di Arcore gli elettori sono un fastidio. E allora anche i 2 milioni di votanti alle primarie del Pd rappresentano un segnale da non sottovalutare. Però, a differenza di quello che fanno i disinformatori di regime, andrebbe considerato anche quel milione di disertori delle urne. Porsi qualche domanda sarebbe utile. Anche in previsione di un voto alle politiche che ci sarà comunque. E a breve termine. In autunno o all' inizio del nuovo anno. Sarebbe il caso di prepararsi. Invece i grillini litigano e le destre non sanno neppure con quante e quali formazioni si presenteranno. Di programma, comunque, neppure un'ombra

venerdì 28 aprile 2017

Orlando dalla parte degli scafisti

Il ministro Orlando protesta perché un magistrato sta svelando le porcate di chi fa grandi affari con il traffico di schiavi recuperati sulle coste libiche. E si trincera, il ministro dell'Ingiustizia, dietro la mancanza di prove utilizzabili in un processo. Non la mancanza di prove, che esistono e sono state fornite dai servizi segreti stranieri, ma la mancanza di quelle utilizzabili. Nasce qualche dubbio di fronte alle esternazioni di Orlando. Innanzi tutto, perché i servizi stranieri intercettano le conversazioni tra schiavisti ufficiali ed ufficiosi mentre i servizi italiani ignorano il problema? E poi, è più importante lottare contro i trafficanti di schiavi o fissarsi con il rispetto ottuso di norme che servono solo ad evitare di risolvere i problemi? E ancora, sono i magistrati che fanno capo a Orlando quelli che liberano in continuazione i migranti responsabili di ogni genere di crimine? E su questo il ministro non ha nulla da dire? Pare evidente che il vero interesse non sia rappresentato dalla lotta ai trafficanti di uomini, ma dalla possibilità di disporre di masse di disperati che facciano concorrenza agli italiani per ridurre salari e diritti. Si vuole creare una guerra permanente tra poveri e disperati per accrescere le opportunità di sfruttamento. Il tutto mascherato con missioni pseudo umanitarie

giovedì 27 aprile 2017

La finta sfida di Marina Berlu a Marine

Il titolo del Corriere è sicuramente molto forzato.  Ma lo scontro tra Marina Berlusconi e Marine Le Pen è comunque nell'ordine delle cose. Marina è l'erede vera di Berlu, perché Pier Silvio ha dimostrato tutti i suoi limiti culturali nella gestione delle tv e tutti i limiti imprenditoriali nel confronto con Bolloré. Dunque è Marina che scende in campo contro le destre. Non può farlo Berlu, che cerca i voti. Lo fa lei. Sottilmente, al di là della forzatura del titolo di un articolo in cui spiega che i libri e la cultura sono la barriera contro i populismi. E lo sostiene dall'alto della presidenza di Mondazzoli, la più grande concentrazione editoriale del Paese nel campo dei libri. I conti danno ragione a Marina. La cultura e gli indici di lettura italiani, no. Si legge sempre meno, in Italia. E la responsabilità può essere addossata ai ministri dell'Istruzione, dalla Gelmini (ma anche prima, molto prima) sino al disastro attuale. Però la responsabilità è anche delle case editrici che pubblicano libri interessanti solo per la ristretta cerchia di una oligarchia ottusa e prepotente. I soldi, però, si fanno pubblicando autori di infimo livello che, grazie a battage pubblicitari come se si trattasse di un dentifricio, vendono e stravendono. Cosa apporti Fabio Volo alla cultura italiana non è chiaro. Cosa apporti alle tasche sue e dell'editore è chiarissimo. Marina, con Mondazzoli, ha la possibilità di incidere sulla cultura italiana. Ha la potenza di fuoco per spostare non solo i voti, ma il pensiero. Invece, sulle orme paterne e in perfetta sintonia con il fratello, preferisce limitarsi a raccogliere denaro, assecondando gli istinti più beceri, le narrazioni più scontate e politicamente corrette. Favorendo un'ulteriore fuga dei lettori. In questo modo la sua lotta al populismo si trasforma in una battaglia per il controllo mentale, per l'asservimento completo. Ovviamente, da imprenditrice, è libera di compiere le scelte che più le convengono. Quello che servirebbe è una risposta politica e culturale da parte di chi si ostina a volersi alleare con il padre di Marina. Le destre non sono in grado di condizionare le scelte editoriali di Mondazzoli, ovviamente. Però potrebbero almeno degnarsi di sostenere la propria editoria. E gli elettori potrebbero e dovrebbero negare il voto a candidati delle destre non in grado di esibire 20-30 libri di area. Magari intonsi, mai letti. Ma, almeno, acquistati.

mercoledì 26 aprile 2017

Le Pen esportabile in Italia? No

Marcello De Angelis, in un'ottima intervista su Barbadillo, sostiene che il programma di Marine Le Pen è assimilabile a quello della "destra sociale" ma chiarisce, subito dopo, che i modelli politici non sono esportabili tout court. Giusto. Non sono esportabili soprattutto quando, in Italia, i programmi sono rari e, soprattutto, quando vengono dimenticati nella pratica di tutti i giorni. Le Pen ha vinto tra i giovani francesi, nonostante il disastro parigino dove i bobo hanno preferito le oligarchie che sostengono Macron. E sommando i voti dei giovani per Marine a quelli dei giovani per Mélenchon si supera la maggioranza assoluta delle preferenze giovanili. Un segnale chiaro, netto. Esportabile in Italia? Difficilmente, se non si cambia e in modo radicale. Marine vince nelle campagne, nei piccoli centri in difficoltà. Macron trionfa nelle grandi città dove un ceto medio in difficoltà come quello italiano preferisce - come in Italia - la certezza della sottomissione alle oligarchie piuttosto di accettare la sfida di essere liberi. E poi, in Italia come in Francia, resta sempre la demonizzazione che da noi è antifassssista e da loro è antifacho. Siamo ormai alla retorica degli Orazi e dei Curiazi, ma è l'unico elemento che consente ancora alle oligarchie di governare grazie ai riflessi pavloviani. Non importa se gli anti sono quelli che impongono lo sfruttamento, che cancellano i diritti dei lavoratori, che tagliano stipendi e pensioni. Se crescono i consensi per chi vuole contrastare tutto questo parte la retorica contro gli Orazi od i Curiazi e la protesta rientra. Anzi, si trovano nuovi Orazi da scatenare contro nuovi Curiazi. Giochino scemo, criminale. Ma funziona sempre. E non basta ancora che Marine si stia dotando di un apparato mediatico per superare i giochini pavloviani. L'apparato comincia a funzionare, ma occorre tempo. Per fortuna in Italia le destre non hanno questi problemi. L'apparato mediatico manco sanno cosa sia. E non si tratta solo di dedicarsi a quotidiani online o cartacei, a radio e tv almeno su web.  Il problema è l'assenza da qualsiasi forma di comunicazione. Anche artistica. Il politicamente corretto sforna libri e mostre fotografiche a ripetizione. Livello bassissimo, copertura mediatica costante ed esaltante. Foto che, tecnicamente, è in grado di scattare chiunque. Ma trasformate in capolavori di denuncia seconda la vulgata dei media di servizio. La destra risponde con una mostra intima sulla storia del Msi. Quanti sono i comuni guidati da chi ha chiesto il voto a destra? Quanti di questi comuni organizzano mostre fotografiche di autori alternativi e con soggetti differenti? Quanti di questi comuni acquistano, per le loro biblioteche, i libri delle case editrici alternative? Meglio lasciar perdere, meglio insistere il 25 aprile con gli Orazi ed i Curiazi. Tanto nessuno sa chi siano

lunedì 24 aprile 2017

La Francia verso i Rotschild con Macron, e Berlu gongola

La Francia cambia verso. Cancellato il duopolio socialisti e falsi neogollisti, la sfida per il ballottaggio si giocherà tra Macron, emblema della speculazione finanziaria internazionale, e Marine Le Pen, simbolo di un populismo che è ormai trasversale e che incarna il tentativo di difesa del popolo dagli attacchi di un potere sempre più opprimente. Si può scommettere, senza troppi rischi, su un successo di Macron al secondo turno. Perché è vero che i francesi sono meno abituati degli italiani alla servitù nei confronti del potere, ma non sono così liberi da poter sovvertire un percorso già segnato. Vincerà l'uomo dei Rotschild, i servi di tutta Europa festeggeranno. E la disinformazione italiana, con il placet di Berlu, spiegherà che il populismo è finito e che la guida di ogni Paese deve essere affidata ai moderati. Cioè a quei cialtroni che hanno svenduto i popoli agli euroburocrati, agli eurospeculatori. Fantastico. Proseguiamo sulla strada dell'annientamento delle identità, della dignità del lavoro, del diritto ad un'esistenza decorosa. Proseguiamo nel processo di ripristino della servitù della gleba e della schiavitù. Riduciamo i salari, cancelliamo la possibilità di avere luoghi di lavoro vivibili. Condanniamo gli anziani ad una rapida eutanasia per non pesare sui bilanci, trasformiamo i giovani in masse amorfe, disposte a tutto pur di sopravvivere senza sogni e senza speranze. D'altronde anche la Francia che ha premiato il candidato della sinistra populista, Mélenchon, con poco meno del 20% dei consensi, ha subito reagito come il cane di Pavolv di fronte al successo di Marine Le Pen. Invece di comprendere che il popolo si difende con il sostegno a Marine, nel secondo turno, per evitare il trionfo degli speculatori, la sinistra è già scesa in strada in nome di un patetico antifascismo in salsa transalpina. La gauche caviar, forte del controllo dei mezzi di informazione, spinge la protesta contro chi difende il popolo e sostiene la finanza internazionale che permetterà ai Rotschild di controllare la presidenza della repubblica. A Marine Le Pen resterà la possibilità di un buon risultato alle elezioni politiche di giugno, per frenare in parlamento le politiche di sfruttamento che imporrà Macron

venerdì 21 aprile 2017

Smascherata la bufala dell'attentato neonazista a Dortmund

Dopo l'attentato contro la squadra di calcio del Borussia Dortmund la solita canea dei giornalisti di servizio si era lanciata nell'ipotesi di una responsabilità neonazista. Ora i tedeschi hanno arrestato un possibile responsabile e si scopre che sarebbe un tedesco di origine russa. Motivazioni? Non quelle raccontate dai disinformatori italiani: nessuna strategia per addossare ai migranti un attentato che non avevano neppure programmato. E neppure il tentativo di far crescere i consensi per Afd o per altri gruppi dell'ultradestra tedesca. Semplicemente il presunto responsabile avrebbe agito per guadagnare, e molto, in Borsa dove si era impegolato in una speculazione legata alla squadra di calcio. Bene, meglio così, nessun terrorista, nessuna speculazione politica ma solo economica. Eh no, la speculazione politica c'è stata, eccome. Strano che Boldrine non sia ancora intervenuta per condannare le fake news dei giornalisti che avevano ipotizzato la pista neonazista. Eppure Boldrine si era, giustamente, indignata di fronte alle bufale divulgate sui social a proposito di una sorella che, tra l'altro, è morta da tempo e non aveva nulla a che spartire con le idiozie pubblicate. Perché questa volta rimane zitta? Forse perché quando le false notizie sono utili alla causa diventano meno false? Quasi vere? Bisogna stigmatizzare solo quelle false e scomode? Per poi passare alla condanna di quelle scomode anche se vere? Certo, la mancanza di alternative credibili alla disinformazione di regime rende tutto più complicato. Il più grande regalo che la presunta opposizione sul fronte destro potesse fare al centrosinistra, alla sinistra, ai radical chic. Ma, ovviamente, non si fa assolutamente nulla per correre ai ripari. Ci si avvia verso nuove elezioni - prima amministrative e poi (chissà quando) politiche - senza aver messo in campo una sola iniziativa credibile per contrastare la disinformazione di regime. Certo, ogni tanto qualcuno finge di protestare contro la faziosità, pretendendo che i giornali siano obiettivi. E, dopo aver favorito l'occupazione della Rai da parte degli avversari, ci si rassegna anche di fronte allo schieramento a sinistra del Tg5 berlusconiano. D'altronde l'alternativa significherebbe mettere mano al portafoglio. Non per incassare, ma per investire. Ed è un gesto che ai politici del centrodestra proprio non piace.

giovedì 20 aprile 2017

Governo complottista: c'è una regia dietro i migranti

Siamo governati da complottisti. Improvvisamente tra gli uomini e le donne del governo ha iniziato a serpeggiare un dubbio: e se dietro gli sbarchi in costante aumento dei migranti ci fosse una regia? E se le ong che vanno a recuperare gli aspiranti migranti direttamente sulle spiagge libiche non lo facessero solo per scopi umanitari? Il dubbio pare aver contagiato persino il bugiardissimo. Non monsu Bergoglio, ancora impegnato nel piazzare schiavi in ogni parte d'Europa tranne che nei possedimenti vaticani. Ma il governo si interroga. E ipotizza di creare un tavolo per discutere sull'eventuale necessità di una commissione di inchiesta che, magari, potrebbe provare ad analizzare i flussi e gli interessi nascosti dietro queste operazioni. Nei mesi scorsi era stato un ragazzo italiano, pagando di tasca propria un apposito meccanismo, a svelare l'arcano delle navi che compiono sempre lo stesso percorso e che non salvano i naufraghi ma recuperano i passeggeri direttamente in Libia. Solo a quel punto, di fronte allo svelamento del giochino, il governo ha iniziato a far finta di porsi delle domande. Per le risposte non è ancora arrivato il momento, ovviamente. E degli interventi proprio non si parla. Ne parlano, invece, gli austriaci che minacciano di mettere controlli al Brennero qualora l'Italia continuasse a voler essere l'approdo indisturbato per chiunque voglia essere mantenuto dai contribuenti italiani ed europei. Magari, lontano nel tempo come cantava Tenco, il governo proverà anche ad interrogarsi sul perché gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà sono raddoppiati negli ultimi 7 anni. Magari, lontano nel mondo, il governo proverà ad interrogarsi sui disastri sociali che deriverebbero dalla reintroduzione della tassa sulla prima casa, come richiesto dai criminali del Fmi. Ma è inutile illudersi sul fatto che questo governo abbia voglia di fornire qualche risposta a tutte queste domande.

mercoledì 19 aprile 2017

Assalto al treno in Liguria. Ma sono migranti, va tutto bene

Una sessantina di giovani delinquenti assalta un treno. Non nel Far West, ma sulla linea Ventimiglia-Torino, nel tratto ligure. Maltrattano alcune ragazzine (minorenni) che avevano avuto la cattiva idea di mescolarsi al branco. Il treno si ferma, intervengono le ambulanze. Nessuno si degna di bloccare i giovani cialtroni. Che risalgono e, avendo perso il divertimento con le ragazzine, si dilettano nell'insultare i passeggeri, facendo notare che loro sono intoccabili, che nessuno si degna di fermarli. Finito? Macché. C'è ancora tempo da trascorrere sul lentissimo treno del mare. Dunque ci si può dedicare alla distruzione dei sedili e dei bagni. Sino ad arrivare a Torino per poi tornarsene a casa indisturbati. Polizia? Non pervenuta. Prefettura? Distratta. Magistratura? Stupita ma, ovviamente, solo il giorno dopo. Monsu Bergoglio? Impegnato ad insultare chi vuole difendersi dai soprusi. L'importate era lasciar andare i teppisti. Perché? Ma perché erano migranti nordafricani, grandi opportunità, nuove risorse, quelli che ci pagheranno le pensioni. Nel frattempo saremo noi a pagare i danni (le ferrovie sono pubbliche, pagate con i nostri soldi).  Ora, con calma, la magistratura apre l'inchiesta, contro ignoti, nella consapevolezza che nessuno verrà mai arrestato, nessuno finirà in galera, nessuno pagherà i danni perché risulteranno tutti nullatenenti. Ed allora anche la proposta di collocare telecamere su tutti i treni diventa una presa in giro. Tanto nessuno interverrà mai contro le nuove opportunità. Ma ora si rafforzeranno i presidi delle forze dell'ordine nelle stazioni. Altri costi legati alle migrazioni, ma non bisogna dirlo e, soprattutto, non bisogna calcolarli. Sono opportunità, non problemi.

giovedì 13 aprile 2017

I populisti crescono, anche a sinistra

I giornalisti di servizio, ed i loro protettori, passano da un timore all'altro, da una paura all'altra. Il populismo li spaventa, li preoccupa. I popoli li spaventano, hanno il terrore dell'insoddisfazione generale, della rabbia che monta. Non in Italia, ovviamente, dove il popolo di pecore si accontenta di vedere Berlu e Boldrine abbracciati ad un agnellino per dimenticare ogni problema. Ma nel resto d'Europa i popoli hanno una dignità differente, che spaventa. Adesso è il turno delle presidenziali francesi. Non bastava Marine Le Pen, data per sicura al ballottaggio ma con pochissime chances di vittoria al secondo turno. Ora si è messo anche Mélenchon, il candidato della sinistra ovviamente "populista". Per ora pare essere il terzo incomodo, dietro Marine e Macron, ma già davanti a Fillon, il simbolo di quel centrodestra moderato che piace sempre meno. Guevarista, chavista, per Mélenchon si sprecano le definizioni che dovrebbero servire a spaventare gli elettori, riconducendoli nell'ovile liberista e mondialista di Macron e Fillon. La Francia popolare contro la Francia degli oligarchi. Probabile che siano ancora gli oligarchi a spuntarla, alla fine. Perché la sinistra più ottusa si farà condizionare dalle parole d'ordine contro la destra. E non importa che destra e sinistra siano ormai definizioni assurde, superate. Gli oligarchi le rilanciano attraverso i media di servizio, impegnati contro i facho come potrebbero essere impegnati a demonizzare Orazi e Curiazi (sapessero chi sono). E allora non importerà ai trinariciuti d'Oltralpe che molti aspetti sociali dei programmi di Mélenchon e Le Pen si assomiglino, che si assomiglino le lotte contro gli speculatori ed i banchieri banditi, contro gli euroburocrati ottusi. Macché, i populisti della sinistra favoriranno la vittoria di Macron in nome delle analisi storiche su avvenimenti sempre più lontani. Guarderanno al passato condannando la Francia ad un futuro di sfruttamento. Perché gli oligarchi restano ancora i migliori sul fronte della disinformazione. E sarà difficile sconfiggerli sino a quando i populisti non impareranno a contrastarli anche su questo piano

mercoledì 12 aprile 2017

Fake news: la crescita del Pil italiano

La nuova truffa è servita. I giornali di servizio si affannano a sostenere il governo Renziloni che promette una crescita del Pil dell'1,1%, addirittura uno 0,1% in più rispetto alle previsioni iniziali. Un successone, considerando che la derelitta Europa cresce a ritmo doppio. Ma l'aspetto più curioso nelle analisi dei sedicenti esperti è che si dimenticano di ricordare che quest'anno aumenterà anche l'inflazione. Il che significa che, al netto dell'inflazione, la crescita non esiste. Anzi, si rischia pure un trend negativo. E questo al di là delle promesse fumose, prive di indicazioni concrete. Come sono fumosi gli interventi per recuperare 10 miliardi di euro nel prossimo autunno. Senza aumentare le tasse, ovviamente. Perché l'eventuale riforma del Catasto, una sorta di patrimoniale mascherata, porterà ad un sensibile incremento di quanto dovrà essere pagato. Ma è una riforma del Catasto, mica una nuova tassa. E lo stesso vale per tutte le tariffe che gli enti locali stanno rivedendo al rialzo. Stangate sui parcheggi, stangate sulla raccolta rifiuti, stangate sui trasporti. Ma sono adeguamenti di tariffe, mica tasse. Ai sudditi, in realtà, non frega assolutamente nulla di sapere se le stangate rientrano sotto una voce o sotto un'altra. L'importante è che si debba pagare sempre di più e che si viva sempre peggio perché, a fronte di tasse e tariffe in aumento, i servizi continuano a peggiorare, dalla sanità alla sicurezza, sino ai trasporti pubblici. In Piemonte l'Ires (l'istituto di ricerca che fa capo alla Regione guidata dal Pd) ha scoperto - sai che scoperta - che le famiglie dei sudditi sono sempre più pessimiste e preoccupate per il futuro. Ed è un sentimento che non riguarda solo i piemontesi. Eppure le associazioni imprenditoriali continuano a millantare successi, spandono ottimismo a piene mani, garantiscono riprese solide e durature. Peccato che i sudditi non se ne accorgano. Ma la logica del governo è questa. E il ministro dell'Istruzione (sì, la signora senza laurea) ritiene normale, per chi vuol fare l'insegnante, campare per un anno con 600 euro al mese dopo la laurea quinquennale. Sudditi servi sottopagati, praticamente schiavi.

martedì 11 aprile 2017

Il bombarolo Trump in guerra contro l'ambiente

Dopo aver conquistato i favori giornalistici di Giovanna Botteri grazie ai bombardamenti in Siria, Trump (ex idolo dei sovranisti) ha bombardato anche le politiche ambientali del mondo intero. L'ambiente è un ostacolo per gli inquinatori seriali americani che hanno sostenuto Trump, dunque se ne può fare a meno (dell'ambiente, non degli inquinatori). Ma, grazie all'appoggio della disinformazione radical chic entusiasta del nuovo corso bombarolo, le critiche sono state blande. L'ambiente è un tema interessante nei salotti, quando ad occuparsene sono i bobo della gauche caviar che, spaparanzati sui divani del loro attico con piscina, discettano amabilmente sulla necessità di eliminare i pastori dalle montagne per lasciar spazio a cinghiali e lupi. Ma la gauche caviar, ovviamente, si guarda bene dal sostenere la tutela dell'ambiente che passa attraverso il lavoro dell'uomo. Ed evita anche di sostenere le iniziative culturali legate alla tutela del territorio. Così il premio Acqui Ambiente continua a crescere di prestigio e di partecipanti nella totale indifferenza dei politici, degli assessorati all'Ambiente, alla Montagna, alla Cultura, al Turismo. Quasi 80 volumi in concorso, ennesimo record. E finalisti come Pratesi, Zecchi, Moriconi, Massobrio, Mari, Valle, Melchiorre, Parodi. Massima trasversalità, solo attenzione alla qualità. Sarà probabilmente questo, il problema. Se ci si interessa alla qualità, come fanno i bobo ad imporre i loro amici abituati al mare di Capalbio e alla montagna per fighetti? Quei loro amici che si indignano di fronte all'agnello arrosto a Pasquetta ma si indignano anche contro i pastori che difendono l'agnello dagli assalti del lupo? Quei loro amici che impongono la domenica a piedi contro lo smog e che, dal lunedì al sabato, utilizzano mega fuoristrada per portare il bambino alla scuola di fronte a casa. Un ambiente da stiracchiare a seconda di ciò che fa comodo. Un ambiente che non si conosce, considerato solo come un giardino privato dove ossigenarsi, ma da raggiungere con auto fumiganti. Ma stando attenti ad evitare che altri,  politicamente scorretti, se ne occupino. Ed evitando di finanziare qualsiasi iniziativa libera e non controllata dai soliti politici della solita area.

lunedì 10 aprile 2017

Il femminicidio? Si combatte con Tito Schipa, non con il gender

"Oggi che magnifica giornata, che giornata di felicità. La mia bella donna se n'è andata, m'ha lasciato al fine in libertà. Son padrone ancor della mia vita e goder la voglio sempre più... Vivere senza malinconia, vivere senza più gelosia. Senza rimpianti..Vivere, finché c'è gioventù, perché la vita è bella e la voglio vivere sempre più". Di fronte alle notizie quotidiane di uomini che ammazzano mogli, fidanzate, amanti perché respinti, perché gelosi o perché incapaci di gestire la situazione, basterebbe riproporre questa canzone, "Vivere", lanciata da Tito Schipa. Un invito ad affrontare le disavventure personali in modo positivo, solare. Dovrebbe piacere anche a Boldrine, questa canzone. Invece no. Perché è del 1937. Perché è un simbolo del regime e, di conseguenza, maschilista e magari anche omofoba (non si sa mai). D'altronde Faccetta Nera, la canzone più antirazzista che ci possa essere (..ti porteremo a Roma liberata, sarai camicia nera pure tu..), è stata trasformata dalla disinformazione dell'attuale vero regime in un brano razzista. E allora meglio vietare anche "Vivere", meglio continuare con l'onanismo intellettuale che ha portato alla distruzione del maschio nel nome del politicamente corretto. Per poi stupirsi - sì, i politicamente corretti sono così idioti da non capire realmente la situazione, non si limitano a far finta di non capire - se, di fronte alla fine di un amore o anche di una semplice avventura, il maschio non reagisce festeggiando la ritrovata libertà ma si vendica dell'oggetto di desiderio che lo ha abbandonato. Invece di vivere senza malinconia si vive con un totale rancore, invece di voler godere la vita si cerca solo di rovinarla all'ex partner, di annientarla. Ma come si fa a spiegare a Boldrine e accolite che omicidi e tentati omicidi sono il frutto perfetto di una educazione politicamente corretta e, di conseguenza, perfetta per lobotomizzati? Invece di fare corsi gender nelle scuole, basterebbe ricominciare con l'educazione musicale, facendo ascoltare anche i brani del 1937.

venerdì 7 aprile 2017

Lavorare gratis, lavorare sempre, guadagnare mai

Il futuro è oggi, e sul fronte del lavoro non è un bel futuro. Da un lato il semiguru pentastellato, De Masi, che invita i disoccupati a lavorare gratis. Dall'altro le improbabili figurine del circo di Paragone che si indignano di fronte alle pretese dei lavoratori di riposare almeno nel giorno di Pasqua. Perché, spiegano le figurine superpagate per dire sciocchezze, questo è il mondo del lavoro in Italia, dunque prendetevi gli spiccioli che vi danno, lavorate la domenica, a Pasqua ed a Natale, ed evitate di lamentarvi. Vietato scioperare e vietato pretendere di limitare il lavoro a 8 ore quotidiane perché, spiega una delle figurine, siamo in competizione con Usa, Corea e Giappone dove si lavorano 14-15 ore al giorno senza lamentarsi. La figurina, la squallida figurina, mente spudoratamente ma nel circo nessuno si degna di correggerlo. Se non fosse così ignorante ed in malafede dovrebbe sapere che le ore lavorate da ogni occupato in Italia sono decisamente più numerose di quelle dei colleghi europei. E dovrebbe sapere, la figurina, che anche il Giappone rispetta i diritti dei lavoratori. Un Giappone che non accetta la logica perversa dell'immigrazione di nuovi schiavi e che, grazie a queste scelte, è sceso al di sotto della soglia di disoccupazione fisiologica. Questo, però, le figurine non lo dicono. Loro pretendono che gli italiani accettino schiavitù e sfruttamento, ma poi si indignano contro il tetto delle retribuzioni immaginato dalla Rai per loro artisti, ballerine e buffoni di corte. L'importante è che gli schiavi abbiano i soldi per pagare il canone Rai. Magari riducendo la qualità dell'alimentazione e delle cure mediche. Tanto lo schiavo serve solo sino a quando è produttivo. Dopo può essere buttato via. Eutanasia non solo libera, ma obbligatoria. D'altronde si moltiplicano i licenziamenti di lavoratori ammalati, non più in grado di garantire la massima resa. La vita ha senso soltanto se è al servizio dell'arricchimento degli oligarchi. Affetti, famiglia, figli? Cancellare. Poi un convegno ogni tanto per lamentarsi della denatalità, ma appena si esce dalla sala si firma il trasferimento del dipendente in Mongolia mentre la moglie viene spostata in Perù. "Dobbiamo rispondere ai nostri azionisti", spiegano gli oligarchi. E in fondo basta un po' di seme congelato per garantire la riproduzione. Ma è questa egoista sottopagata e trasferita in Perù che non vuole impegnarsi ad offrire un figlio alla multinazionale

giovedì 6 aprile 2017

Nessunluogo contro qualche luogo: gli oligarchi non ci sopportan più


Amate la vostra terra? Sentite l'importanza delle vostre radici? Magari vi piacciono pure i piatti del territorio e qualche volta vi scappa una frase nella lingua materna? Allora fate proprio schifo. Siete "somewhere", appartenete alla categoria dei "qualche luogo". Dovreste essere soppressi ma gli "anywhere", i "nessunluogo" sono tolleranti e vi concederanno di sopravvivere nella vostra fanchiglia putrida. Lo spiega Federico Varese, che insegna all'Università di Oxford e che, ovviamente, fa parte dei nessunluogo. Ossia l'oligarchia dominante composta - scrive sulla Stampa, il quotidiano del pensiero unico obbligatorio - da coloro che non si sentono legati ad alcun luogo, "hanno un'ideologia moderatamente liberale, basata sui diritti umani universali, sono istruiti, progressisti e hanno cambiato casa diverse volte nella loro vita". Nulla da spartire con quei buzzurri dei qualcheloghisti, "nazionalisti, vivono vicino al luogo dove son nati, lavorano nel settore privato, spesso con stipendi da fame, e non sanno che farsene della libertà di viaggiare liberamente in Europa". Ignoranti, puzzoni, magari sognano di fare gli artigiani perché "tanto loro a Oxford non ci metteranno mai piede". E soffrono la concorrenza con i lavoratori del centro e sud Europa "i quali, a loro volta, intasano gli ospedali e scuole pubbliche". Che meraviglioso quadretto descrive questo cervello (?) in fuga dall'Italia. Con l'immagine fantastica dei lavoratori italiani che intasano scuole e ospedali inglesi quando, invece, dovrebbero essere lasciati nella loro ignoranza ed alle prese con le malattie. Avranno, perlomeno, la pellagra, questi contadini mangiatori di polenta che si spacciano per connazionali di siffatto docente. Bisognerà arrivare, in qualche modo, ad una separazione tra i due mondi. L'Europa a due velocità deve essere basata sulle differenze non tra Paesi ma tra gruppi di esseri umani. Da un lato gli oligarchi politicamente corretti, con diritti civili e mega retribuzioni, dall'altra gli schiavi, i servi della gleba legati a radici, a tradizioni. Gli schiavi devono restare nell'ignoranza e non devono essere retribuiti. Felici di poter servire gli oligarchi nessunluogo. E non soltanto in Inghilterra. La cosmopolita Parigi non può confondersi con la Douce France popolare. Meglio la canaglia delle banlieues piuttosto del pescatore bretone o del paysan du Midi. E in Italia meglio il cda di Banca Etruria piuttosto dei pastori sardi che hanno regalato le pecore ai pastori abruzzesi terremotati e dimenticati dallo Stato degli oligarchi.

mercoledì 5 aprile 2017

Europa a 26: la Grecia non c'è più

Europa a 27? No, a 26. L'Unione pare aver perso un altro pezzo, nel silenzio generale. Ci siamo persi la Grecia. Atene non esiste più. Con grande dispiacere del governo Renziloni perché nelle classifiche dei peggiori, l'Italia era quasi sempre penultima, precedendo la derelitta Grecia. Qualche volta riuscivamo ad essere ultimi assoluti, ma spesso era Atene a salvarci dal cucchiaio di legno. Ora, invece, i nostri vicini mediterranei sono usciti dalle pagine di disinformazione quotidiana. Tra Albania e Turchia è comparso un buco nero sulla carta geografica. La sede di un partito politico, Alba Dorata, viene assaltata e non un giornale o una tv che, in Italia, riprenda la notizia. Che mostri un briciolo di indignazione per la cancellazione del diritto di espressione. Nulla di nulla. E sulle proteste di ogni categoria, di fronte alle politiche criminali imposte da Bruxelles ed applicate dal bugiardo Tsipras? Un velo di censura. Non bisogna parlare della Grecia perché significherebbe raccontare ciò che potrebbe succedere in Italia proseguendo con le attuali politiche sociali ed economiche. Non bisogna parlare della Grecia per non raccontare che le risorse continuano a diminuire e continuano ad essere destinate ai migranti, mentre i greci sono alla fame. Forse ce lo racconteranno più avanti, poco prima dell'estate. Per scoraggiare i turisti italiani ed evitare che scelgano per le vacanze qualche isola greca. Per scoraggiare gli amanti della storia antica. Per il resto, però, meglio tacere. Vietato raccontare l'impossibilità di curarsi, vietato ricordare che anche alimentarsi decentemente è diventato un privilegio per pochi. Vietato spiegare che l'insofferenza nei confronti di Tsipras sta crescendo. Il compagno di buon senso, quello che si è piegato agli ordini della Bce, del Fmi, che ha raccontato ai greci che bisognava far sacrifici perché lo chiedeva l'Europa. Il bugiardo che ha sotenuto che i sacrifici avrebbero garantito la ripresa, ed invece è stato il baratro. E allora bisogna attaccare Alba Dorata perché rifiuta di piegarsi, perché pensa alla sopravvivenza dei greci invece che a quella dei migranti. Così gli assalitori vengono lasciati liberi di agire mentre vengono incarcerati i greci che difendono i greci. Meglio non informare, meglio cancellare Atene dalle carte geografiche.

martedì 4 aprile 2017

Dalle sedicenti BR all'autoattentato di Putin

Per il giornalismo italiano sembra che gli anni di piombo non siano mai finiti. E, come i cani di Pavlov, scattano con un riflesso condizionato di fronte ad ogni avvenimento che crei imbarazzo nella loro mente politicamente corretta. I padri ed i nonni erano quei criminali della disinformazione che si dilettavano nelle definizioni di "cosiddette Brigate Rosse" o incolpando i missini di faide interne di fronte a due militanti uccisi dalla Br a Padova o per il rogo a Roma in cui morirono due figli di un dirigente missino, ammazzati dai "compagni che sbagliano". Ora i figli ed i nipoti si scatenano in analisi ottuse per sostenere che Putin ha organizzato l'attentato nel metro di San Pietroburgo per ricompattare la Russia scossa dalle oceaniche manifestazioni di protesta contro la corruzione. Quelle manifestazioni oceaniche che, secondo gli organizzatori, avevano radunato 7mila persone a Mosca, in una città che, con i sobborghi, arriva a 18 milioni di abitanti. Davvero oceaniche, davvero preoccupanti per Putin. Anche perché le manifestazioni erano proseguite e da 7mila contestatori teorici si era passati a 200: un grande successo. E per combattere 200 ragazzotti, Putin avrebbe organizzato l'attentato, per giustificare eventuali repressioni. Inutile sperare che l'altrettanto inutile Ordine dei giornalisti intervenga contro  questi divulgatori di menzogne. Per loro le fake news sono soltanto quelle che smascherano i loro sporchi giochi. Analisi siffatte, invece, rientrano nel diritto di cronaca (falsa). D'altronde qualche giornalista ha mai pagato per le "sedicenti Br" o per le inesistenti "faide interne" missine? Ovviamente no. Archiviato il periodo della disinformazione politica ci si è potuti dedicare all'incensamento di Gianni Agnelli e di Carlo De Benedetti. Con la medesima onestà intellettuale, con la stessa schiena dritta.

lunedì 3 aprile 2017

Aumenta l'inflazione, aumenta la povertà

Aumenta l'inflazione, cala il potere d'acquisto dei lavoratori italiani. Tutti gli economisti di servizio avevano sostenuto i magnifici effetti di una ripresa dell'inflazione. Perché - spiegavano agli italiani ignoranti - se l'inflazione cresce significa che i consumi sono ripartiti e, dunque, le politiche del governo Renziloni funzionano. Non è proprio così. L'inflazione cresce per effetto della ripresa del prezzo mondiale di petrolio e gas. In realtà il prezzo è aumentato e sono aumentati subito i prezzi nelle bollette energetiche degli italiani. Poi il prezzo internazionale è diminuito ma le bollette non se ne sono accorte. E poi, in Italia, via libera all'aumento delle tariffe di ogni tipo. Aumentano i pedaggi in autostrada, aumentano i balzelli imposti dai Comuni agli automobilisti. Maga Magò Gentiloni, perfettamente in linea con il bugiardissimo, promette la riduzione delle tasse ma, nel frattempo, prepara la rivoluzione del catasto che si trasformerà, di fatto, in aumenti vertiginosi di tasse sugli immobili. Una pesante patrimoniale spacciata per normale riforma. E anche questa patrimoniale ridurrà il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Così come, a Torino, la bella pensata del sindaco 5 stelle, Appendino, che vuole estendere le aree di sosta a pagamento facendo pagare sempre di più i residenti. Tutte risorse sottratte all'economia reale per essere destinate al mantenimento dei soliti circoli di potere. D'altronde l'oligarchia che sta sfasciando l'Italia è perfettamente consapevole che le famiglie si impoveriscono ma non reagiscono. Si scende in piazza per una fiaccolata di solidarietà alle vittime di qualche criminale rimesso troppo presto in libertà da magistrati che rispecchiano perfettamente il desiderio di distruzione dell'Italia. Ma oltre a fiaccolate e gessetti colorati non si va. Nessuna presa di coscienza, nessuna velleità di respingere lo schifo di società che viene imposto. Nessuna voglia di studiare per confutare le menzogne del politicamente corretto. Nessuna voglia di far sistema per provare a cambiare. L'opposizione a livello nazionale procede per vuoti slogan, a livello locale si occupa dei tombini e dei lampioni nella convinzione che siano questi i problemi fondamentali per i sudditi. Sì, sudditi, perché per essere cittadini occorrerebbe una consapevolezza che si cerca di eliminare ad ogni costo